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27 Gennaio 2020
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    Lanciato nel giugno 2001, il Wilkinson Microwave Anisotropy Probe ha completato la raccolta dei dati scientifici lo scorso 20 agosto e ha acceso i propulsori l’8 settembre per lasciare la sua orbita operativa.
    Rappresentazione artistica della sonda wmap

    Rappresentazione artistica della sonda (NASA)

    Posto nella posizione Lagrangiana L2 a circa un milione e mezzo di km dalla Terra nella direzione opposta a quella del Sole, WMAP ha trascorso gli ultimi nove anni a studiare la genesi dell’universo ed oggi, con la conclusione della sua missione, è stata spostata su un’orbita solare per lasciare spazio in L2 per altre sonde. Inizia ora la sua missione estesa, già finanziata dalla NASA, che verrà eseguita a Terra dagli scienziati che devono ancora analizzare i molti dati ricevuti. I primi sette anni di missione sono già stati catalogati e archiviati, ma gli ultimi due verranno ora analizzati con attenzione.

    Per i prossimi due anni proseguirà quindi l’elaborazione dei dati provenienti dalle sue scansioni del cielo alla ricerca delle prime tracce di luce sprigionata dopo il Big-Bang e permettendo di vedere le radiazioni provenienti da soli 380’000 anni dopo la nascita dell’universo. Fra le sue scoperte più importanti c’è la determinazione più precisa in assoluto dell’età dell’universo: 13,75 miliardi di anni con una tolleranza dell’un percento.

    Il suo posto è già stato preso dalla sonda europea Planck che, lanciata nel 2009, ha strumentazioni che permettono di analizzare uno spettro di dieci volte maggiore rispetto a WMAP.

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