Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie - Maggiori Informazioni - Ok
 
20 Agosto 2017
Ci sono 277 utenti collegati
Atik Cameras
smarttotem ultimate digital signage
Tecnosky - Prodotti per Astronomia
Iscrivi alla Newsletter di Coelum Astronomia
  • Commenti Recenti

  • Parole dal Sito

  • Seguici anche su Facebook!

  • Active Members

    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
     
  • Online Users

    Al momento non ci sono utenti online
  • Letto 9.585 volte
    Nessun commento
    Commenta
    Una sorta di tributo ai tempi in cui Marte aveva con ogni probabilità acqua liquida corrente sulla sua superficie. Ormai gli indizi e le tracce raccolte e analizzate da decenni sulla superficie di Marte non lasciano dubbi… come questo letto di fiume asciutto, ricco di affluenti, ripreso recentemente dalla sonda Mars Express in una valle dei Libya Montes.

    Un'immagine in prospettiva dei Libya Montes, che guarda verso l'antico letto di un fiume ormai prosciugato. L'immagine è stata creata utilizzando le riprese stereo ad alta risoluzione del 21 febbraio di quest'anno, dai canali stereo della camera stereo a bordo della Mars Express. Copyright ESA/DLR/FU Berlin CC BY-SA 3.0 IGO

    Marte. Il letto di un fiume asciutto, con numerosi affluenti, che scorreva in una valle dei Lybia Montes. È innegabile che è quello che ci mostrano queste nuove immagini riprese dalla sonda Mars Express il 21 febbraio scorso, analizzate e rilasciate in questi giorni.

    La posizione dei Monti Libya al bordo del cratere da impatto Isidis. Il riquadro più ampio indica la zona ripresa dalla Mars Express il 21 febbraio, quello più piccolo la zona oggetto di questo articolo. Il nord è in alto. Copyright NASA MGS MOLA Science Team

    I Libya Montes sono una catena montuosa che si trova sull’equatore del Pianeta Rosso, la sezione ripresa si trova al confine degli altopiani meridionali e delle pianure settentrionali. Si tratta di una delle regioni più antiche di Marte, sollevatisi durante la formazione del bacino d’impatto Isidis (a nord sulla mappa a lato, del diametro di circa 1200 km), circa 3,9 miliardi di anni fa.

    Tutta la regione mostra caratteristiche che indicano la presenza, nel passato lontano di Marte, sia di fiumi con acqua corrente, che di bacini fermi, come laghi o mari.

    Il letto del fiume scavato dalle acque, che va da sud a nord (da sinistra a destra nell’immagine a colori principale) sembra abbia solcato la regione circa 3,6 miliardi di anni fa. Originato dal cratere da impatto a sud della zona, la sua acqua ne avrebbe scavalcato la cresta scendendo verso nord, e scorrendo tra le montagne della zona.

    Una mappa topografica della regione. Come indicato in alto a sinistra nell'immagine, le zone blu e viola sono indicano le zone più basse, mentre quelle rosse e bianche il rilievi più alti. Copyright ESA/DLR/FU Berlin - CC BY-SA 3.0 IGO

    Il suo corso è stato alimentato da numerosi affluenti, indicando l’esistenza di piogge estese e lo scorrere dell’acqua in superficie, dalle alture verso il basso. A contribuire potrebbe essere stata anche l’infiltrazione di acque sotterranee. Si pensa anche che a contribuire alla modellazione del paesaggio si sia aggiunta una fuoriuscita di acque sotterranee. Un canale simile si snoda nella scena in basso a destra.

    La ripresa a colori della zona dei Libya Montes in cui scorreva l'antico fiume. L'immagine è stata ripresa dalla camera a colori e dal canale nadir della camera stereo della Mars Express, che effettua le riprese in modo perpendicolare alla superficie. La risoluzione è di circa 15 m/pixel. Copyright ESA/DLR/FU Berlin, , CC BY-SA 3.0 IGO

    La mineralogia nella regione è molto diversificata. I minerali presentano caratterisctiche di sedimentazione sia meccanica che chimica, testimoniando l’azione di un’attività idrotermale passata, che può essere legata alla formazione del bacino d’impatto Isidis. L’impatto potrebbe aver sciolto il ghiaccio sotto alla superficie, facendolo affiorare come acqua liquida che ha interagito con le antiche rocce vulcaniche.

    La versione 3D dell'immagine principale... inforcate i vostri occhialini rossi e blu, ingrandite l'immagine e immergetevi nel panorama! Copyright ESA/DLR/FU Berlin - CC BY-SA 3.0 IGO

    I numerosi crateri, in vario stato di degrado, coprono l’intera scena testimoniando la lunga storia della regione. Forse i crateri più notevoli sono i due affiancati nel centro della scena, che formano la figura di un otto. Un altro cratere interessante si trova sulla sinistra, immerso nel fianco di una collina: inevitabilmente parte di una sua parete è crollata sul fondo della valle. Ancora più a sinistra, un piccolo cratere si è impresso in un cratere più grande e più ampio, penetrando in uno strato più profondo del terreno.

    La ricca diversità delle caratteristiche geologiche di questa regione – e solo in questa immagine – è prova dell’ambiente altamente dinamico che ha accompagnato il pianeta nel corso dei millenni, evolvendo da un clima più caldo e umido, che ha consentito all’acqua liquida di fluire liberamente attraverso la superficie, verso il mondo arido che vediamo oggi.

    Tutte le immagini sono soggette a licenza CC BY-SA 3.0 IGO

    Eclissi di Sole, tra Suggestioni, Scienza e Storia

    Coelum Astronomia 213 di luglio/agosto 2017 è online, come sempre in formato digitale e gratuito…
    Semplicemente qui sotto, lascia la tua mail (o clicca sulla X) e leggi!

    L’indirizzo email verrà utilizzato solo per informare delle prossime uscite della rivista.

    Scrivi un Commento

    Devi aver fatto il login per inviare un commento