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16 Ottobre 2019
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    In mezzo ai tredici lampi radio veloci che le antenne di Chime hanno rilevato mentre il nuovo radiotelescopio canadese era ancora in fase di collaudo, ve n’è uno di straordinario interesse: Frb 180814 è infatti il secondo fast radio burst ripetitivo finora individuato. Le scoperte in due paper su Nature

    Il radiotelescopio Chime al Dominion Radio Astrophysical Observatory in British Columbia, Canada. Crediti: Chime Collaboration

    Un team di scienziati canadesi e statunitensi ha trovato un lampo radio veloce (Frbfast radio burst) che presenta ripetizioni del proprio segnale, il secondo finora individuato di questo genere. La scoperta, che porta a importanti considerazioni sulla natura di queste misteriose emissioni, è stata effettuata grazie al nuovo radiotelescopio canadese Chime (Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment) ed è dettagliata in due articoli – entrambi a firma della Chime Frb Collaboration– in via di pubblicazione su Nature e presentati in anteprima al 233° meeting della American Astronomical Society in svolgimento a Seattle, Usa.

    Entrati nel panorama dell’astrofisica da pochi anni, i cosiddetti fast radio burst sono brevi sequenze di onde radio provenienti da regioni remote dello spazio, a miliardi di anni luce di distanza dalla Via Lattea, la nostra galassia. Al momento la loro origine è sconosciuta, ed esistono diverse ipotesi a riguardo. Degli oltre 60 lampi radio veloci osservati finora, soltanto un’altra sorgente era stata precedentemente identificata come ripetitiva.

    La storia dell'enigma dei FRB e della scoperta del primo radio burst ripetitivo, in un articolo del 2016 a firma di Corrado Lamberti. Coelum astronomia n. 202 a lettura gratuita (cliccare sull'immagine).

    Denominato Frb 180814.J0422+73, il nuovo lampo radio veloce ripetitivo è stato scoperto tra i 13 fast radio burst registrati in un periodo di tre settimane nell’estate del 2018, quando il radiotelescopio Chime ha effettuato delle osservazioni di collaudo a una frazione della sua piena capacità operativa. La natura ripetitiva di Frb 180814 è stata poi confermata da ulteriori osservazioni condotte nelle settimane successive.

    «Finora conoscevamo un solo Frb ripetitivo, ma sapere che ce n’è un altro suggerisce che ce ne potrebbero essere parecchi altri là fuori», commenta Ingrid Stairs dell’Università della British Columbia e della collaborazione Chime. «Conoscendo un numero maggiore di sorgenti, ripetitive e non, potremmo essere in grado di comprendere dove si originano e cosa causa i lampi radio veloci».

    La parabola da 305 metri dell’Osservatorio di Arecibo, di cui si vedono nell’immagine i ricevitori sospesi, era stata la prima – e finora l’unica – antenna a registrare un lampo radio veloce ripetitivo. Crediti: Danielle Futselaa

    Un’altra novità riguarda le frequenze molto basse a cui sono stati registrati i brevi impulsi. La maggior parte dei fast radio burst erano stati finora rilevati a frequenze attorno ai 1400 MHz, ben al di sopra del campo di operatività tra i 400 e gli 800 MHz del radiotelescopio canadese. Al contrario, la maggior parte dei nuovi 13 lampi radio veloci sono stati registrati verso il limite inferiore di frequenza, con intensità tali da lasciare supporre che si possano rilevare tali eventi anche sotto il limite dei 400 MHz.

    Infine, il fatto che il segnale di molti dei nuovi Frb scoperti presenti segni di dispersione (scattering), un fenomeno che fornisce indicazioni sull’ambiente circostante la sorgente di onde radio, porta gli autori dei nuovi studi a ipotizzare che alla base dei lampi radio veloci vi siano oggetti astrofisici potenti che si trovano in regioni con caratteristiche speciali.

    «Queste regioni sarebbero all’interno di densi aggregati di materia, come un resto di supernova», spiega il membro del team Cherry Ng, dell’Università di Toronto. «O anche vicino al buco nero centrale in una galassia. Ma comunque dev’essere in qualche posto speciale, per produrre tutta la dispersione che vediamo».

    Per saperne di più:

    Guarda il servizio del 2016 di MediaInaf Tv sul radiotelescopio Chime, con intervista a Adam Hincks della University of British Columbia:


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    Un Commento a “Lampi radio: a ripetersi sono in due”

    1. Molto interessante, chissà se a breve verrà scoperto qualcosa di nuovo nell’ambito dell’Astrofisica radio o delle alte energie…

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