AGGIORNAMENTO POLICY GENERALE D'USO
Abbiamo aggiornato la policy d'uso del sito e dei servizi di Coelum Astronomia in seguito alla nuova normativa UE 2016/679 (GDPR).
Ti chiediamo pertanto di leggere i nuovi termini e condizioni e di accordare o negare il tuo consenso.
Per continuare ad utilizzare Coelum Astronomia, è necessario accettare la policy.

ATTENZIONE! Se scegli di cancellare il tuo account, l'operazione sarà eseguita entro 10 giorni lavorativi. L'operazione è IRREVERSIBILE. Per maggiori informazioni, contattaci a segreteria@coelum.com
CONFERMA
Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie - Maggiori Informazioni - Ok
 
17 Novembre 2019
Ci sono 238 utenti collegati
Seguici su Twitter!
smarttotem ultimate digital signage
Tecnosky - Prodotti per Astronomia
Iscrivi alla Newsletter di Coelum Astronomia
  • Commenti Recenti

  • Parole dal Sito

  • Seguici anche su Facebook!

  • Active Members

    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
     
  • Online Users

    Al momento non ci sono utenti online
  • Letto 2.793 volte
    Nessun commento
    Commenta
    Una recente ricerca dimostra che la valutazione della massa delle galassie infrarosse ottenuta grazie alle osservazioni del CO non è del tutto affidabile

    L'affidabilità del CO e del Calcio II

    L'affidabilità del CO e del Calcio II

    Nello studio dell’evoluzione dell’universo è fondamentale saperne il più possibile dei meccanismi che hanno portato alla costruzione delle galassie. Una tra le proprietà critiche di cui poter disporre è la massa delle galassie, un parametro che si può dedurre studiando il moto delle stelle che le compongono.

    Le misure solitamente impiegate, soprattutto per le galassie più splendenti nell’infrarosso (le cosiddette LIRG – Luminous InfraRed Galaxies e ULIRG – Ultra Luminous InfraRed Galaxies), coinvolgono osservazioni delle linee di CO nel vicino infrarosso. Tali osservazioni, però, portano a valutazioni molto dissimili da quelle ottenute nel dominio visibile osservando le linee del tripletto del calcio II. Le osservazioni infrarosse, infatti, forniscono sistematicamente una valutazione inferiore della massa e il dubbio degli astronomi era se questo fosse dovuto a una particolare caratteristica delle LIRG e ULIRG studiate oppure dipendesse dalle osservazioni del CO.

    Per venirne a capo, Barry Rothberg e Jacqueline Fischer (Naval Research Laboratory) si sono affidati alla vista acuta del telescopio Gemini e al suo spettrografo GNIRS (Gemini Near-InfraRed Spectrograph). Le loro osservazioni, recentemente pubblicate su Astrophysical Journal, hanno mostrato che all’origine delle differenti valutazioni sono proprio alcune particolarità delle valutazioni del CO nel vicino infrarosso, risultate inaffidabili per ricostruire la massa delle LIRG e delle ULIRG. Le intense emissioni infrarosse di questi sistemi, infatti, provengono dall’ambiente polveroso che accompagna la formazione stellare e, poiché le misurazioni del CO sono estremamente sensibili a queste stelle più giovani, si finisce col rilevare solo le curve di rotazione di queste ultime, giungendo così a una valutazione della massa della galassia sensibilmente inferiore.

    Le osservazioni del tripletto del calcio II, invece, non riescono a penetrare la coltre polverosa delle regioni centrali, dunque le misurazioni delle velocità di dispersione conducono a una massa più corretta. Una volta sparita l’influenza delle giovani stelle e della regione polverosa che le avvolge, le valutazioni suggerite dal CO e dal calcio sono consistenti tra loro.

    Scrivi un Commento

    Devi aver fatto il login per inviare un commento