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24 Maggio 2017
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    Nei social spopolano le immagini di cuccioli e animali, in particolar modo quelle di gattini, e l’ESO oggi non è da meno… a modo suo! Ci regala infatti una magnifica immagine delle nebulose “Zampa di gatto” e “Aragosta”. Questa gigantesca immagine del VST (Very Large Survey Telescope) dell’ESO è non solo la più recente ma, con i suoi quasi due miliardi di pixel, risulta anche una delle più grandi immagini mai rilasciate dall’ESO.

    Questa immagine spettacolare ottenuta dal telescopio VST (VLT Survey Telescope) mostra la nebulosa Zampa di Gatto (NGC 6334, in alto a destra) e la nebulosa Aragosta (NGC 6357, in basso a sinistra). Due straordinare regioni di attiva formazione stellare in cui le giovani stelle fanno brillare di rosso l'idrogeno gassoso circostante. Il ricco campo di vista comprende anche scure nubi di polvere. Con i suoi quasi due miliardi di pixel, questa è una delle più grandi immagini mai rilasciate dall'ESO. Qui si può vedere una versione ingrandibile dell'immagine: https://www.eso.org/public/italy/images/eso1705a/zoomable/

    NGC 6334, la nebulosa Zampa di Gatto, si trova a circa 5500 anni luce dalla Terra, mentre l’Aragosta, NGC 6357, è più distante, a circa 8000 anni luce. Entrambe appartengono alla costellazione dello Scorpione e si trovano nei pressi dell’aculeo velenoso della coda.

    Questo grafico della brillante costellazione dello Scorpione mostra le stelle visibili a occhio nudo in una notte buia e serena. È questa una zona di cielo molto ricca che ospita ammassi stellari, rilucenti nubi di gas e scure nubi di polvere. Le due regioni di formazione stellare: NGC 6334 (la nebulosa Zampa di Gatto) e NGC 6357 (la nebulosa Aragosta) sono indicate da un cerchio rosso. Anche se appaiono con forme spettacolari nelle fotografie, sono in realtà molto deboli e difficili da vedere nella banda visibile, anche con un grande telescopio. Crediti: ESO

    Fu lo scienzato britannico John Herschel a vedere le prime tracce dei due oggetti, in notti consecutive nel giugno 1837, durante la sua spedizione di tre anni al Capo di Buona Speranza in Sud Africa. La potenza limitata dei telescopi a disposizione di Herschel, che osservava nella banda del visibile, gli permise di individuare solo l’impronta di un’unghia, la più brillante, della nebulosa Zampa di Gatto. Dovranno trascorrere molti decenni perché la vera forma delle nebulose divenga chiara nelle fotografie – e nascano così i loro nomi popolari.

    Le tre impronte visibili della Zampa di Gatto, così come la zona delle chele nella nebulosa Aragosta, sono zone di gas – soprattutto idrogeno – eccitato dalla luce delle brillanti stelle neonate. Con una massa di circa 10 volte quella del Sole, queste stelle calde irraggiano soprattutto intensa luce ultravioletta. Quando questa luce incontra gli atomi di idrogeno rimasti nell’incubatrice stellare che ha prodotto le stelle, gli atomi si ionizzano facendo risplendere gli ampi oggetti nebulari, chiamati per questo nebulose a emissione.

    Grazie alla potenza della camera OmegaCAM da 256 megapixel, questa nuova immagine del VST (Very Large Telescope Survey Telescope) rivela tentacoli di polvere oscura che si incuneano tra le due nebulose. Con la sua dimensione di 49511 x 39136 pixel, questa è una delle immagini più grandi mai rilasciate dall’ESO.

    Nonostante gli strumenti d’avanguardia usati per osservare questi fenomeni, la polvere di queste nebulose è così fitta che la maggior parte del suo contenuto rimane nascosto alla vista. La nebulosa Zampa di Gatto è una delle incubatrici stellari più attive del cielo notturno: nutre migliaia di giovani stelle calde la cui luce visibile non può raggiungerci. Tuttavia i telescopi come VISTA dell’ESO, osservando in luce infrarossa, possono scrutare attraverso la polvere e rivelare l’attività di formazione stellare all’interno.

    Questo montaggio mostra alcuni particolari dell'immagine spettacolare della Nebulosa Zampa di Gatto (NGC 6334) e della Nebulosa Aragosta (NGC 6357) ottenuta dal telescopio VST (VLT Survey Telescope). Questa zona di cielo contiene regioni di attiva formazione stellare in cui le giovani stelle fanno brillare di un rosso caratteristico l'idrogeno gassoso circostante. Il ricco paesaggio celeste mostra anche scure nubi di polvere. Crediti: ESO

    Alla fine degli anni Novanta, alcuni scienziati che lavoravano con il satellite Midcourse Space Experiment (MSX), notarono che la parte occidentale più brillante di NGC 6357 sembrava una colomba, mentre la parte orientale aveva il profilo di un teschio, se osservata in luce infrarossa. Per questo la battezzarono “Nebulosa Guerra e Pace”.

    Osservando le nebulose in lunghezze d’onda (colori) diversi possiamo trovare somiglianze differenti. Per esempio, dal momento che, vista alle lunghezze d’onda più lunghe della luce infrarossa una parte di NGC 6357 sembra una colomba, mentre l’altra un teschio, la nebulosa si è guadagnata il nome aggiuntivo di nebulosa Guerra e Pace.


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