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    Sono le immagini più ravvicinate di sempre della più caratteristica e familiare formazione non solo di Giove, ma probabilmente dell’intero Sistema solare. Per ora solo immagini raw, e le prime elaborazioni da parte della community della JunoCam.

    La Grande Macchia Rossa di Giove, in un ritaglio di una elaborazione di Kevin M. Gill. Credit : NASA/JPL-Caltech/MSSS/SwRI/Kevin M. Gill © CC BY

    Eccole… Finalmente le attesissime immagini della Grande Macchia Rossa di Giove. Le più ravvicinate di sempre, ci arrivano dall’ultimo flyby della sonda della Nasa Juno del 10 luglio scorso. Subito dopo il minimo avvicinamento, la JunoCam, e tutta la strumentazione a bordo della sonda, è stata puntata verso questo gigantesco anticiclone, che imperversa da secoli nell’atmosfera gioviana.

    Il risveglio della Grande Macchia Rossa, una delle immagini raw inviate da Juno e rilasciate dalla NASA. Crediti: NASA / SwRI / MSSS

    Al momento solo immagini raw, e in attesa anche dei dati scientifici, nel frattempo godiamoci le prime elaborazioni da parte della JunoCam community. Infatti, come per ognuno dei sette incontri ravvicinati, effettuati fin’ora dalla sonda al gigante gassoso, gli “scienziati cittadini” e gli astronomi dilettanti erano già pronti a elaborare le immagini raw rilasciate dall’agenzia.

    Questo livello di coinvolgimento pubblico in una missione della NASA è qualcosa di totalmente nuovo. Prima di ogni perigiovio, la NASA chiede alla comunità di scegliere un obiettivo, su quale formazione o aspetto del pianeta vorrebbero fosse puntata la camera. Questi “punti di interesse” (POI), come vengono chiamati, vengono quindi  fotografati e messi a disposizione di chiunque voglia cimentarsi con l’elaborazione.

    Come ha dichiarato Scott Bolton – principal investigator (PI) della missione Juno – in un comunicato stampa della NASA: «Per generazioni, persone di tutto il mondo e di ogni categoria sociale, sono rimaste meravigliate dalla Grande Macchia Rossa. Ora finalmente andremo a vedere personalmente a cosa somiglia».  Solo negli ultimi due giorni sono già arrivate diverse immagini elaborate.

    “Great Red Spot from P7 Flyover”. Credit: NASA/SwRI/MSSS/Jason Major © public domain

    Questa sulla destra, ad esempio, è stata elaborata da Jason Major – un grafico e astronomo amatore che ha creato il sito web astronomico Lights in the Dark.

    È una versione tagliata dell’immagine originale, per mettere al centro la Grande Macchia Rossa. L’elaborazione ha poi cercato di esaltare i confini dell’occhio del ciclone e delle nubi che lo circondano.

    Wide-frame shot of the Great Red Spot, processed to show contrast between the storm and Jupiter’s clouds. Credit: NASA/SwRI/MSSS/Jason Major © public domain

    Qui sulla sinistra, un’altra immagine di Major, questa volta sull’immagine a grandezza orginale, la GMR si trova infatti in un contesto più ampio, ma l’elaborazione è stata simile alla precedente, con colori saturati e contrasti importanti per far emergere tutta la drammaticità dell’anticiclone gioviano.

    Immagini meno intense, ma altrettanto belle sono quelle di Amadeo Bellotti e Oliver Jenkins.

    Altre immagini, come quella qui sotto, ci mostrano invece il  ”Juno Eye”, in un primo piano dell’emisfero settentrionale di Giove,  elaborato dall’ormai noto Kevin M. Gill.

    Un’immagine un po’ diversa dalle altre, (che sono ovviamente concentrate più sulla Macchia Rossa) per catturare un primo piano dei vortici nell’atmosfera polare nord di Giove. Proprio come la GMR, si tratta di vortici che sono creati dai venti estremamente impetuosi del gigante gassoso.

    “Juno Eye”. Credit : NASA/JPL-Caltech/MSSS/SwRI/©Kevin M. Gill

    La Grande Macchia Rossa vista da sud. Credit : NASA/JPL-Caltech/MSSS/SwRI/Kevin M. Gill © CC BY

    Non siginifica però che Gill non si sia dedicato anche alla protagonista di questo flyby, la Macchia Rossa. Suo è infatti questo straordinario ritratto della macchia vista da sud, così come l’immagine in apertura di questo articolo, che mostra un particolare dell’immagine originale che potete vedere qui.

    Oltre alla straordinaria serie di immagini, Juno ha anche inviato un enorme volume di dati, raccolti dalla sua suite di strumenti scientifici. In particolare, in questo flyby, tutti attivi e concentrati sullo stesso obiettivo.

    Fin’ora i dati raccolti ci hanno mostrato quanto turbolenta e violenta sia l’atmosfera di Giove,  rivelato una complessa struttura interna, ci hanno mostrato le intense aurore polari e nuovi dettagli sulla gravità e sul campo magnetico. Su Coelum Astronomia 213, ora online, abbiamo dedicato a tutte queste prime scoperte uno speciale, ricco ovviamente delle bellissime immagini in arrivo da Juno e elaborate dalla JunoCam community. Come sempre, potete leggerlo in digitale gratuitamente!

    Leggi anche Un Giove tutto nuovo. Le più belle immagini e le prime scoperte di questa straodinaria missione.


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