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10 Aprile 2020
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Test Rifrattore Takahashi TOA-130

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Test e recensione del telescopio rifrattore Takahashi TOA-130 (Triplet Orthoscopic Apochromat)

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Nel 2003 la Takahashi ha introdotto sul mercato nuovi tripletti ortho-apocromatici con lenti ED (S-FPL53) rimpiazzando l’eccellente apocromatico alla fluorite FS-128 con il TOA-130 f/7.7, nel 2005 ha sostituito l’FS-152 con il TOA-150 f/7.3 e presto arriveranno anche i TOA-70, TOA-110, TOA-170 ed ortho-astrografi.

Le intenzioni dichiarate dai fratelli Kiichiro e Eishiro Takahashi sono quelle di produrre strumenti che siano il punto di riferimento nella correzione delle aberrazioni cromatiche e sferiche. I tecnici nipponici hanno definito le innovative ottiche come “ortoscopiche-apocromatiche” (l’acronimo “TOA” si legge: Triplet Orthoscopic Apochromat), vediamo cosa vuol dire: “Orthoscopico” è un termine greco che significa “visione corretta”, ovvero ottica priva di aberrazioni geometriche significative.
“Apocromatico”, secondo la definizione di Abbe, indica un obiettivo capace di concentrare nello stesso punto almeno i raggi delle tre lunghezze d’onda (rosso, verde e blu) ed è corretto per l’aberrazione sferica e coma per almeno due delle tre lunghezze d’onda. Quello che interessa è portare il fuoco dei colori rosso e blu il più possibile vicino a quello del verde per minimizzare lo spettro secondario, quindi un apocromatico è esente da falsi colori.

Rispetto ai precedenti sistemi apocromatici FS e FCT (quelli banditi dal Protocollo Kyoto, per intenderci), il TOA-130 è in grado di ridurre la deviazione dal verde al blu di 1/3. Questa nuova ottica, possiede quindi un nuovo sistema ottico a tre lenti, ad alto indice di rifrazione, in grado di minimizzare le aberrazioni geometriche e dello sferocromatismo.
I grafici forniti dalla Takahashi indicano che in questo strumento l’aberrazione sferica è corretta dalla linea G della lunghezza d’onda (blu a 436nm) alla linea C (H-alpha a 656nm) con una tolleranza picco-picco pari a +/-0,01mm e quindi tutto lo spettro nel visibile è a fuoco sullo stesso piano.
L’alone viola dell’aberrazione cromatica svanisce ed il debole residuo blu intorno alle stelle luminose ad alti ingrandimenti scompare a vantaggio delle riprese con le reflex digitali, le quali risultano particolarmente sensibili nel blu. Inoltre, l’ottima correzione è estesa anche nell’infrarosso e nell’ultravioletto a vantaggio delle riprese con i CCD, infatti nell’intervallo allargato da 400nm a 900nm la correzione è contenuta nei limiti +/-0.2mm. Tuttavia il concorrente diretto Astro Physics “Gran Turismo” EDF 130 f/6.3 risulta ancora più performante grazie ad una tolleranza di +/- 0.006% da 430nm (riga G) a 706nm (riga R).

Coelum Astronomia - Takahashi TOA-130 - Particolare della Cella

Takahashi TOA-130 - Particolare della Cella

Takahashi dichiara, inoltre, che la Strehl Ratio del TOA-130 ammonta a 0.992 e la correzione è pari a Lambda/12. Per chi ama i confronti, Pentax afferma che rifrattori apo della serie SDP hanno una Strehl Ratio variabile da 0.96 a 0.97. Youri Petrunin produce i suoi TEC140 f/7 con una correzione pari a 0.99, mentre Roland Christen costruisce i suoi Astro Physics con un valore pari a 0.984 ed una correzione vicina a Lambda/30. I valori citati sono tutti di altissimo livello che pongono gli strumenti in una sorta di “Olimpo” dei telescopi amatoriali. La Strehl Ratio di un telescopio indica a la percentuale della luce di un’immagine stellare che cade dentro il disco di Airy ed il massimo valore teorico possibile (100%) corrisponde ad 1. Affinché le ottiche siano corrette dalle aberrazioni, si deve fare in modo che la macchia causata dalla diffrazione (disco di Airy) superi quella causata delle aberrazioni; per rispettare questo criterio il massimo errore del fronte d’onda non deve superare Lambda/4, altrimenti l’aberrazione si rende visibile e compromette l’immagine. Per avere un metro di paragone con il mitico apocromatico Zeiss APQ130, la Zeiss dichiara che le sue lenti sono lavorate al valore di Lambda/29. Tuttavia si deve anche considerare che è quasi impossibile che un astrofilo, dotato di 11/10 di vista, possa cogliere la differenza tra uno strumento corretto a Lambda/12 ed uno corretto a Lambda/30; ritengo invece che si possano capire le differenze tra strumenti che abbiano la stessa purezza ottica, ma con configurazioni diverse (tripletti in olio Vs tripletti in aria Vs quadrupletti …). Da confronti sul campo con gli strumenti citati, ho potuto verificare la superiorità del TOA-130 nella correzione geometrica e cromatica rispetto al TEC 140, a discapito di una minore incisione al centro. Rispetto all’Astro Physics EDFS 130 f/6, l’unica differenza che ho notato è una visione più calma in quest’ultimo (approfondirò l’argomento con un test apposito con i tre strumenti). I dati di Strehl Ratio dichiarati sono quelli teorici dettati dai vari costruttori, in pratica è molto raro che poi siano quelli reali, anche se vi si avvicinano molto, ogni ottica anche dello stesso modello è diversa l’una dall’altra.

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