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23 Marzo 2019
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Aurora Hunters: cacciatori di aurore

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Una piccola stazione ferroviaria sperduta nella tundra innevata. Niente lampioni, né macchine, né case, il cielo è il padrone assoluto. A pochi metri, un unico edificio, il Mountain Lodge. È tutta qui Abisko, nel centro esatto della Lapponia svedese… Così comincia il racconto di Alessandra, fortunatissima Aurora Hunter, che si è trovata al posto giusto nel momento giusto, durante la spettacolare aurora del 24/25 gennaio.

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Qualche consiglio per fotografare l’aurora

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Abisko National Park, nord della Svezia. Notte tra il 24 e 25 gennaio 2012, notte della tempesta magnetica. Nikon D7000 Tokina f2.8; 11 mm; ISO 800; esposiz. 4" (Foto di Alessandra Farina).

La scelta dell’obiettivo è fondamentale: è necessaria un’ottica luminosa, almeno f/2.8, preferibilmente abbinata a una reflex che regga bene gli alti ISO. L’aurora ha una luminosità abbastanza intensa, tuttavia spesso si muove velocemente. L’ideale è usare un tempo non superiore ai 4-5 secondi, ma nei momenti più “frenetici” sono troppi e bisogna scendere a 1 o 2 secondi. Quando invece si hanno aurore deboli, anche tempi di 15 secondi vanno bene.

Se si ha una reflex che non è eccezionale alle alte sensibilità, un obiettivo f/1.8 o f/1.4 è essenziale. Io ho utilizzato per tutte le foto il Tokina 11-16mm f/2.8, mi ha permesso di scattare a sensibilità tra i 800 e gli 1600 ISO. Ma nei momenti in cui l’intensità dell’aurora era molto elevata ho avuto difficoltà, perché scattare a 1 o 2 secondi rendeva le foto troppo scure.

La messa a fuoco deve essere manuale e va impostata su infinito, bisogna controllare spesso i risultati, dato che con diaframmi così aperti è facile avere l’immagine fuori fuoco.


Un altro elemento importante è la luna, meglio scegliere di programmare il viaggio quando non è presente, ciò permette di avere sullo sfondo un cielo pieno di stelle.


Essenziale un telecomando remoto a infrarossi, il mio ML L3 ha funzionato egregiamente per tutte le notti a -30.


Da non sottovalutare la scelta del cavalletto, deve essere professionale perché in condizioni così estreme è facile che si rompa.
Utilissima la testa a joystick per seguire l’aurora che in una manciata di secondi può spostarsi da una parte all’altra del cielo. Il mio ne era sprovvisto e ho faticato non poco a cambiare le inquadratura velocemente.


Portatevi dei sottoguanti sottili, una torcia frontale a led rossi, numerose batterie di scorta e tenetele in una tasca interna vicino al corpo.


Nelle ore in cui l’aurora latita, coprite la macchina con un sacchetto in modo che i cristalli di ghiaccio non si depositino sulla lente. A fine serata, prima rientrare in albergo, per ovviare al problema della condensa, togliete batterie e memory card e inserite la macchina fotografica nel sacchetto di plastica e chiudetelo, lasciatela dentro fino al mattino successivo, funziona!

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