A poco più di tre mesi dall’incidente che aveva danneggiato una delle infrastrutture più importanti del programma spaziale russo, la rampa Site 31/6 del cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, è stata ufficialmente riparata e preparata per tornare operativa. La struttura era stata gravemente danneggiata il 27 novembre 2025 durante il lancio della missione Soyuz MS-28 diretta alla Stazione Spaziale Internazionale.
Il decollo del razzo Soyuz-2.1a si era svolto regolarmente e l’equipaggio – composto da due cosmonauti russi e un astronauta della NASA – aveva raggiunto la stazione orbitale senza problemi, ma pochi secondi dopo il liftoff una parte fondamentale della rampa, la piattaforma di servizio mobile, era collassata all’interno della trincea di scarico dei gas del motore, causando danni estesi alla struttura e rendendo inutilizzabile l’unico complesso di lancio russo allora certificato per missioni con equipaggio verso la ISS.
L’incidente aveva avuto conseguenze immediate sul calendario delle missioni: il cargo automatico Progress MS-33, previsto inizialmente per dicembre 2025, era stato rinviato e la logistica dei rifornimenti della stazione era stata temporaneamente riorganizzata, anche con l’anticipo di alcune missioni cargo statunitensi per garantire scorte adeguate di acqua, ossigeno e materiali di consumo. Secondo quanto comunicato da Roscosmos nei primi giorni di marzo 2026, i lavori di ripristino sono stati completati con successo e la rampa è stata riportata allo stato operativo.
Gli interventi hanno coinvolto circa 150 tecnici e hanno richiesto la sostituzione dei cablaggi danneggiati, la revisione dei sistemi elettrici e di fissaggio della struttura, oltre alla reinstallazione della grande piattaforma di servizio utilizzata durante le operazioni di preparazione del razzo. Nel corso dei lavori sono stati eseguiti centinaia di metri di saldature e interventi di manutenzione su oltre 2.300 metri quadrati di infrastrutture, mentre la fase più complessa ha riguardato il posizionamento dei nuovi elementi della piattaforma, alcuni lunghi fino a 19 metri e con masse che raggiungono le 17 tonnellate.
Il complesso di lancio Site 31/6, in servizio dal 1961 e storicamente utilizzato per numerose missioni della famiglia di razzi R-7 e Soyuz, è oggi un nodo fondamentale per le operazioni russe verso l’orbita bassa terrestre e verso la Stazione Spaziale Internazionale. Con il completamento delle riparazioni, la rampa dovrebbe tornare a supportare la normale sequenza di lanci del programma Progress e Soyuz.
Il primo test operativo dopo il ripristino è previsto per 22 marzo 2026, quando un razzo Soyuz-2.1a dovrebbe portare in orbita il cargo automatico Progress MS-33, incaricato di trasportare rifornimenti, carburante e materiali scientifici per l’equipaggio della stazione. La ripresa delle operazioni rappresenta un passaggio cruciale per la continuità della presenza russa nei voli con equipaggio e nelle missioni di rifornimento della ISS, dopo un incidente che per alcune settimane aveva sollevato interrogativi sulla capacità del Paese di mantenere il proprio ruolo nella logistica orbitale internazionale.















