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Phobos da vicino

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Phobos da vicino
Phobos da vicino
La campagna di Phobos è entrata nel vivo. Il piano di volo della Mars Express prevede ben 12 sorvoli del misterioso satellite di Marte e la speranza è quella di venire a capo delle sue incongruenze. A prima vista Phobos sembra un oggetto compatto e massiccio, ma le analisi dei dati raccolti in occasione di precedenti incontri con sonde spaziali indicano che è tutt’altro che compatto.

Secondo i calcoli dei planetologi avrebbe una “porosità” del 25-35%. Si tratterebbe, cioè, di un agglomerato di materiali rocciosi di ogni dimensione nel quale sarebbero però presenti grandi e numerose cavità. Una struttura molto diffusa tra gli asteroidi: gli astronomi la indicano con il termine di “rubble pile”, mucchio di detriti.

L’idea corrente è che Phobos appartenga alla seconda generazione degli oggetti del Sistema solare. Non si sarebbe formato, cioè, dalla nube di polveri originaria che circondava il Sole e dalla quale è nato il suo pianeta, ma sarebbe apparso solo in un secondo tempo. Ancora da chiarire, comunque, la regione della sua formazione. I dati spettrali, infatti, indicherebbero una composizione molto simile a quella degli asteroidi di classe C o D, il che suggerirebbe una sua cattura da parte del Pianeta rosso.

Il sorvolo da parte della Mars Express avvenuto nei primi giorni marzo ha portato la sonda a transitare a soli 67 chilometri dalla superficie di Phobos e i dati raccolti in tale occasione si spera riescano a rispondere alle domande che riguardano sia la formazione di questa misteriosa luna sia la sua struttura interna.

Se la nascita di Phobos è avvolta nel mistero, non così la sua fine. Nel futuro di questo satellite, infatti, vi è un lento ma inesorabile avvicinamento al suo pianeta finchè, disgregato dalle forze mareali di Marte, ritornerà quel nugolo di detriti che fu in origine.

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