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Ecco la foto della prima cometa interstellare

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Immagine composita bicolore ottenuta dall’osservatorio Gemini, di C/2019 Q4 (Borisov): la prima cometa interstellare mai identificata. Questa immagine è stata ottenuta utilizzando lo spettrografo multi-oggetto Gemini North (Gmos) a Maunakea, Hawaii. L’immagine è stata ottenuta con quattro esposizioni di 60 secondi in bande (filtri) r e g. I trattini blu e rosso sono immagini di stelle sullo sfondo, che sembrano striate a causa del movimento della cometa. Crediti: Travis Rector

Si chiama C/2019 Q4 (Borisov),  è la prima cometa interstellare che sta entrando nel Sistema solare interno, ed è immortalata nell’immagine qui a fianco, ottenuta dal Gemini Observatory nella notte tra il 9 e il 10 settembre usando lo spettrografo multi-oggetto Gmos (Gemini North Multi-Object Spectrograph),  montato sul Gemini North Telescope a Maunakea, Hawaii.

«Questa immagine è stata possibile grazie alle capacità del Gemini di adattare rapidamente le osservazioni e osservare oggetti come questo, che hanno finestre di visibilità molto brevi», spiega Andrew Stephens del Gemini Observatory. «Tuttavia, abbiamo dovuto davvero lottare per avere questi dati, che abbiamo ottenuto alle 3 del mattino, dopo 4 ore e 45 minuti di osservazione».

L’immagine mostra una coda molto pronunciata, indicativa di degassificazione, che definisce un oggetto cometario. È la prima volta che un visitatore interstellare del nostro Sistema solare mostra chiaramente una coda a causa del degassamento. L’unico altro visitatore interstellare, studiato nel nostro Sistema solare, è stato ‘Oumuamua, un oggetto molto simile a un asteroide, senza evidenti degassamenti.

Le osservazioni utilizzate per questa immagine sono state ottenute in due bande di colore (filtri), combinate per produrre un’unica immagine a colori. Le osservazioni sono state ottenute nell’ambito di un programma guidato da Piotr GuzikMichal Drahus dell’Università Jagellonica di Cracovia (Polonia) e verranno pubblicate in un articolo dedicato.

C/2019 Q4 attualmente si trova, nel cielo, vicino alla posizione apparente del Sole, ed è di conseguenza difficile da osservare a causa del bagliore del crepuscolo. Il percorso iperbolico della cometa, che è la prova della sua origine extrasolare, la porterà a condizioni di osservazione più favorevoli nei prossimi mesi.

Per saperne di più
Guarda il servizio di MediaInaf Tv

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1I/2017 ‘Oumuamua: il visitatore interstellare



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Lo studio dei sistemi stellari più vicini al Sole
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