Home Articoli e Risorse On-Line Non si esce vivi dagli anni '80 1989: gli Anni 90 sono alle porte!

1989: gli Anni 90 sono alle porte!

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Ciao a tutti boomers! TOC!TOC! Sentite anche voi questo rumore? TOC!TOC!

No, non sono le picconate che stanno abbattendo il muro di Berlino, ma gli Anni ’90 che stanno tentando di entrare.

Paura eh?

Non vi preoccupate, ancora per un anno siamo nei roaring ’80. E chiuderemo col botto!

Siamo nel 1989…

e i Nirvana esordivano con il loro primo album “Bleach“!

Nel frattempo leggende del calibro dei Pink Floyd, suonavano su una chiatta trasformata in un palco, davanti a Piazza San Marco in un concerto gratuito, davanti a una folla stimata di 200 000 persone. A pensarci oggi fa ancora venire i brividi.

Nelle sale giochi uscivano videogame campioni di incassi come Golden Axe e FinalFight e i teenager cominciavano a portarsi i videogame ovunque grazie all’uscita del Game Boy. In realtà avevano già fatto pratica di asocializzazione con i GigNikko.

Parlando di asocialità, nasceva il World Wide Web ad opera dell’ingegnere britannico Tim Berners-Lee e i suoi collaboratori che crearono nei laboratori del CERN a Ginevra lo Hyper text transfer protocol (HTTP) per poter comunicare tra computer collegati e che diventerà, entro breve,  il sistema dominante per trasferire informazioni su Internet.

E anche molte cazzate. Principalmente quello!

Oltre a molta, molta disinformazione. In tutto questo bailamme di novità, il cielo continuava a farsi gli affari suoi. E siccome gli esseri umani negli Anni ’80 erano abbastanza curiosi continuavano ad osservarlo in cerca di risposte, in cerca del Sacro Graal, come Indy nell’ultima crociata.

Proprio in quell’anno venne scoperto un vortice di gas nella parte centrale della nostra galassia, probabilmente provocato dalla presenza di un buco nero nel suo centro.

Crediti: Keio University

L’esistenza dei buchi neri era stata ipotizzata anche per le galassie Andromeda e M32.

Sempre nello stesso anno, fu lanciata la missione Galileo della NASA con lo scopo di studiare più dettagliatamente Giove e le sue lune.

fonte NASA

La sonda raggiungerà Giove solo 6 anni dopo, nel dicembre del 1995, dopo aver effettuato un flyby su Venere e due sulla Terra.

I risultati saranno impressionanti, portando a casa un esame accurato del pianeta gigante e dei suoi satelliti, in particolare Europa e Io, che ancora oggi sono sotto l’occhio dei riflettori. La sonda andrà in pensione il 21 settembre del 2003, quando sarà fatta precipitare su Giove.

Nello stesso anno, la sonda Voyager 2 raggiungeva il punto più vicino a Nettuno, fornendo una prova incontrovertibile dei suoi elegantissimi anelli.

Ma il grande occhio umano voleva spingersi oltre

Quindi creò il satellite Cosmic background explorer (COBE), realizzato per viaggiare indietro nel tempo e sprofondare nei segreti meandri della radiazione cosmica di fondo, misurandone le anisotropie e le fluttuazioni infinitesimali. Queste informazioni saranno preziose per capire come si siano formate le strutture dell’Universo, dalle grandi alle piccole scale.

Un esempio di queste strutture era la Grande muraglia di galassie, scoperta dagli astronomi Margaret Geller e John Huchra, rispettivamente dello Smithsonian Astrophysical Observatory e dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.

Essa era una distribuzione non omogenea di galassie, ripartite in filamenti densi e sottili e inframmezzati da vuoti estesi, che si estendeva per milioni di anni luce.

Nel 1989 ci furono anche dei fuochi fatui, come l’annuncio della realizzazione della fusione nucleare ‘fredda’ da parte di Martin Fleichmann e Stanley Pons della University of Utah, a Salt Lake City e che, purtroppo, non riuscirono più ad ottenere nuovamente né il risultato originariamente annunciato, né altri comunque accettabili.

E mentre Stephen J. Gould, della Harvard University suggellava la teoria dell’esplosione della vita, usciva nelle sale cinematografiche “Weekend con il morto”.

E noi possiamo dire di esserci stati. Di avere vissuto questi anni incredibili, fatti si scoperte, di sogni e di speranze. Di aver visto la riapertura della Porta di Brandeburgo a Berlino e di ricordare come essa fosse un simbolo per non avere mai paura del nuovo che avanza.

Perché anche se può sembrare che manchi la terra sotto i piedi, vivere il presente e cogliere l’attimo (fuggente) è indispensabile per pensare al passato senza rimorsi. Ora scappo, vado a vedere la prima puntata de I Simpson. In inglese, perché in Italia uscirà nel 1991. Chissà cosa porterà il prossimo decennio. Ciao belli!

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