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Cos’è che fa splendere il Sole? e gli abitanti del Sole come sono fatti?

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Che cos’è che fa splendere il Sole?

E’ la domanda che si è posto Claudio Elidoro e a cui egli stesso ha cercato di dare risposta non tanto in quanto processo fisico/chimico oramai abbastanza noto, ma, come l’autore anticipa in prefazione, attraverso gli step storici che ci hanno portato, noi tutti, alla conoscenza attuale dei processi.

Le parole dell’autore ad introdurre l’articolo:

“Ritengo che chiedersi quale possa essere il meccanismo che permette al Sole di brilla
re sia una domanda spontanea e quasi inevitabile. Ai nostri giorni, pur con le indispensabili semplificazioni, anche chi frequenta la scuola primaria ha modo di conoscere la risposta scientificamente corretta. Ma non è sempre stato così. Che all’origine di questa energia vi fosse una sequenza di reazioni nucleari che, coinvolgendo atomi di idrogeno, producono atomi di elio è parte del nostro sapere scientifico solamente dal 1939. Proviamo dunque a ripercorrere a grandi linee le risposte che, nel corso del tortuoso cammino che spesso caratterizza la scienza, sono state proposte.”

Il racconto passa dalle intuizioni di Lord William Thomson, attraverso i ragionamenti e le supposizioni di molti altri scienziati noti: Hermann von Helmholtz, Marie Skłodowska Curie, Albert Einstein e altri fino alla comprensione moderna del fenomeno.

Ecco l’anteprima dell’articolo:

“Facile comprendere come il Sole occupi
da sempre un posto particolare
nella società umana. Fin dall’antichità
non solo gli viene riconosciuto
un ruolo chiave nel garantire una
situazione climatica favorevole alla
vita, ma le periodicità del suo cammino
in cielo (alternanza giorno/
notte e ciclo stagionale) si rivelano
anche un ottimo strumento per tener
traccia dello scorrere del tempo.
Inevitabile che – sia per la potenza
che mostra di avere, sia per la sua
costante presenza fin dalla notte
dei tempi – nelle civiltà del passato
venga identificato con una divinità
e adorato come tale. Poco importa
definire quali siano la vera natura e
l’origine dello splendore e del calore
del Sole. L’idea di Aristotele (384
– 322 a.C.) che le leggi della natura
valide sulla Terra non siano necessariamente
vincolanti per gli oggetti
celesti taglia la testa al toro: a differenza
dei fuochi terrestri, quel mondo
ardente può bruciare per quanto
tempo vuole senza creare nessun
problema. Per Aristotele la Terra è costituita
da materiali che decadono
e la luce che qui viene prodotta non
può durare a lungo: le fiamme sussultano
e cambiano continuamente
di forma, il combustibile si esaurisce
e la luce si spegne. Sul Sole, però, le
cose funzionano in modo differente
e quel fuoco che lo alimenta si comporta
in modo differente dai roghi a
noi famigliari.
Nel 1833, anno in cui l’astronomo
britannico John Herschel (1792 – 1871)
pubblica il suo Trattato sull’astronomia,
affrontando brevemente la
questione della fonte dell’energia
solare non può che ammettere che
si è di fronte a un grande mistero e
che gli astronomi sono in grandissima
difficoltà. «Se si potessero azzardare
congetture per l’origine della
radiazione solare – scrive Herschel
– dovremmo guardare piuttosto alla
nota possibilità di una generazione
indefinita di calore per attrito, oppure
alla sua eccitazione per scarica
elettrica, piuttosto che a qualsiasi
combustione di combustibile ponderabile,
sia solido che gassoso».
La grandissima difficoltà proviene
soprattutto dal fatto che chiedersi
come il Sole produca la sua energia è
strettamente collegato alla domanda
relativa alla sua età: due facce
di una medesima medaglia. Infatti,
se riusciamo a determinare quanta
energia produce il Sole, possiamo
verificare se le fonti di energia proposte
sono in grado di sostenere tale
produzione per tutto il tempo dell’esistenza
del Sistema Solare.
A proposito di quest’ultimo valore,
nel 1650 il vescovo irlandese James
Ussher (1581 – 1656).. ”

L’intervento di Claudio Elidoro si chiude con un BOX dedicato ad una curiosa supposizione: il Sole, al pari di altri pianeti doveva essere abitato! Teoria bizzarra diremmo oggi, ma allora…

L’articolo completo dedicato al Sole e “ai suoi abitanti” è su COELUM 266.

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