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SUPERNOVAE: aggiornamenti Marzo 2022

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Questo nuovo anno 2022 sta promettendo molto bene per gli astrofili italiani che fanno ricerca di supernovae.

Dopo i successi di Gennaio di Franco Cappiello, Salvo Massaro e Mirco Villi, nel mese di febbraio, ad eludere la rete di controlli dei programmi professionali ed a mettere a segno un altro colpaccio, è stato un veterano della ricerca di supernovae amatoriale italiana. Nella notte del 7 febbraio l’astrofilo forlivese Giancarlo Cortini ha individuato una stella nuova con una luminosità intorno alla mag.+17,5 nella galassia a spirale barrata NGC1233 posta nella costellazione del Perseo a meno di 2 gradi a Sud della stella Algol ed a circa 200 milioni di anni luce di distanza dalla Terra. Il giorno seguente la scoperta, dall’Osservatorio di Asiago con il telescopio Copernico da 1,82 metri, è stato ripreso lo spettro di conferma, che ha permesso di classificare il transiente come una supernova di tipo II molto giovane cioè scoperta pochi giorni dopo l’esplosione. Alla supernova è stata quindi assegnata la sigla definitiva SN2022bqi. NGC1233 ha visto esplodere al suo interno altre due supernovae conosciute: la SN2017lf di tipo Ia scoperta il 22 gennaio 2017 dal programma professionale cinese denominato Tsinghua-NAOC Transient Survey (TNTS) e la SN2009lj di tipo Ic scoperta il 13 novembre 2009 dal programma professionale americano denominato Lick Observatory Supernova Search (LOSS). Giancarlo Cortini riveste un ruolo fondamentale nella ricerca amatoriale di supernovae. Agli inizi degli anni novanta, insieme all’amico Mirco Villi, gettò le basi per la nascita della ricerca amatoriale italiana di supernovae, a cui si è dedicato incessantemente per tutti questi anni, ottenendo numerose scoperte: 27 ufficiali e 3 indipendenti, occupando la terza posizione nella Top Ten italiana.

 

Abbiamo chiesto a Giancarlo un commento sulla sua scoperta e con molto piacere lo pubblichiamo integralmente:

«La scoperta è avvenuta appunto la prima parte della notte di Lunedì 7 Febbraio, quando dopo aver centrato la galassia NGC 1233, che sorveglio con una cadenza di circa 20 giorni, ho notato un oggetto stellare piuttosto debole (mag. tra +17.5 e +18.0) nella zona nord della spirale; ho pensato subito ad un eventuale pianetino (ne ho trovati più di 200 in circa 20 anni di ricerca digitale), dato che è una tipologia di oggetto ben più facile da individuare rispetto ad una SN.   

Giancarlo Cortini accanto al suo telescopio C14 all’interno dell’Osservatorio di Monte Maggiore (Predappio).

Ma quando mi sono collegato col programma del Minor Planet Center, che fornisce la posizione di eventuali asteroidi entro una distanza di circa 15 primi d’arco dalla galassia ospite, ho capito che poteva essere un oggetto di natura stellare, poiché non erano presenti pianetini più luminosi della mag. +24.0!    Sorvolo su tutte le verifiche preliminari, delle quali si è già parlato più volte, per arrivare al momento della comunicazione al TNS, che è sempre carico di incertezze (mi sembrava quasi impossibile essere arrivato per primo su una galassia in quell’area della fascia zodiacale).  Il programma è certamente molto ricco ed esauriente, ma risulta (almeno per me) un po’ troppo farraginoso nella compilazione del report di scoperta; oltretutto spesso i professionisti hanno il vizio di non indicare il nome della galassia ospite di una eventuale scoperta, cosa che faciliterebbe di molto la verifica preliminare. 

Alla fine comunque tutto è andato bene, nel senso che è stata assegnata la sigla 2022 bqi in NGC 1233; ed anche la “dolce” attesa per avere la conferma spettrale è stata abbastanza breve, dato che il sempre disponibilissimo e gentilissimo Andrea Pastorello mi ha comunicato, già la mattina di Mercoledì 9, che si trattava di una SN tipo II colta nella fase iniziale di crescita.  Al giorno d’oggi è infatti impensabile scoprire SNe “vecchie” più di 1 giorno, cosa che poteva invece capitare non di rado fino a 7 – 8 anni fa (delle circa 30 SNe che ho scoperto, ben 6 erano esplose da almeno 10 – 15 giorni!).  A conti fatti si tratterebbe quindi di un evento classico di tipo collasso del nucleo, con una M circa di -16.0, forse del tipo II P, ma per definire meglio lo spettro sarà necessario attendere ancora almeno qualche settimana, sempre che la stella ospite riesca ad essere ancora visibile.   Con la mia strumentazione, la solita da oltre 11 anni (Celestron 14 a F/5.5, ccd Starlight X-Press Trius S9), per evidenziare bene questo evento sono necessarie pose di almeno 120 sec.   Dulcis in fundo, alle prime ore di Venerdì 11 ho ritrovato la incredibile LBV in NGC 4559, di mag. +18.0 circa, forse in crescita nel suo ennesimo outburst; un Febbraio quindi di tutto rispetto per il sottoscritto.»

Chiudiamo la rubrica con una notizia che ha davvero dell’incredibile.

Immagine della galassia NGC5605 realizzata dall’astronomo americano Andrew Drake e dal suo team con il telescopio Cassengrain da 1,5 metri di Monte Lemmon in Arizona ed elaborata dall’astrofilo americano Stan Howerton.

Sono passati quasi 137 anni dalla scoperta della prima supernova extragalattica, la SN1885A nella galassia di Andromeda M31 ed in tutti questi anni abbiamo avuto galassie molto prolifiche in fatto di esplosioni di supernovae, prima fra tutte la famosa NGC6946 che in 100 anni ha visto esplodere al suo interno ben 10 supernovae. Dalla parte opposta abbiamo invece galassie come la nostra Via Lattea che aspettano da oltre 400 anni l’esplosione di una supernova. Esistono poi dei casi molto rari di due supernovae che esplodono contemporaneamente o quasi nella solita galassia, ne conosciamo circa una ventina. Ma il record assoluto che ha ottenuto la galassia a spirale barrata NGC5605, nella settimana dal 6 al 13 gennaio 2022, ha qualcosa di veramente incredibile e difficilmente replicabile. Ben tre supernovae visibili contemporaneamente in questa galassia posta nella costellazione della Bilancia a circa 170 milioni di anni luce di distanza. Sono state scoperte tutte e tre dal programma professionale americano di ricerca supernovae e pianetini denominato ATLAS Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System. La prima denominata SN2022bn è stata scoperta nella notte del 6 gennaio di tipo Ib. La seconda denominata SN2022ec scoperta la notte del 7 gennaio di tipo II. Infine la terza denominata SN2022pv scoperta la notte del 13 gennaio anche questa di tipo II. Attualmente le tre supernovae sono molto deboli vicine alla mag.+19 e la SN2022bn vicina alla mag.+21. Pubblichiamo questa bella immagine di NGC5605 realizzata l’11 febbraio dall’astronomo Andrew Drake e dal suo team del programma professionale americano denominato Catalina CRTS con il telescopio Cassengrain da 1,5 metri di Monte Lemmon in Arizona ed elaborata dall’astrofilo americano Stan Howerton, che evidenzia la presenza delle tre supernovae. La SN2022ec di mag.+18,4 la SN2022pv di mag.+18,8 e la SN2022bn di mag.+20,7.

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