Premio Vincenzo Ferraro: a Sorrento una mattinata tra ricerca, arte e nuove generazioni

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La cerimonia del 10 ottobre ha premiato la ricerca di Tinatin Baratashvili e i lavori degli studenti, offrendo un’occasione di incontro tra scienza, scuola e territorio. Presente anche Molisella Lattanzi, direttrice di Coelum Astronomia.

Sabato 10 ottobre, a Sorrento, si è svolta la cerimonia della XIX edizione del Premio Internazionale “Vincenzo Ferraro – Una vita per la scienza”. Un appuntamento che rinnova il legame della città e della penisola sorrentina con la ricerca, nel ricordo dello scienziato al quale Coelum Astronomia ha dedicato un approfondimento nel numero 272.

Il riconoscimento valorizza il merito scientifico di giovani ricercatori nel campo della fisica dei plasmi spaziali, con particolare attenzione al lavoro di tesi di dottorato. Quest’anno il premio è stato assegnato a Tinatin Baratashvili, ricercatrice del Centre for Mathematical Plasma Astrophysics della KU Leuven, in Belgio, per i suoi studi sui modelli di previsione dei fenomeni solari.

Alla mattinata ha partecipato Molisella Lattanzi, in qualità di direttrice di Coelum Astronomia, insieme a ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, docenti e studenti. Nell’arco di circa tre ore, la consegna del premio è diventata occasione per parlare di scienza e arte, condividere esperienze e costruire nuovi contatti.

Ad aprire l’incontro è stata Maddalena Ferraro, ideatrice e anima dell’iniziativa, che da quasi vent’anni porta avanti questo progetto con determinazione. Al suo fianco, la professoressa Maria Sorbo, moderatrice della cerimonia e presenza fondamentale nell’organizzazione, ha accompagnato i diversi momenti della mattinata.

Il professor Umberto Villante, dell’Università dell’Aquila, ha ripercorso il contributo di Vincenzo Ferraro alla comprensione dei fenomeni solari e delle relazioni tra il Sole e l’ambiente terrestre. Il suo intervento ha offerto al pubblico gli strumenti per comprendere il valore di un’eredità scientifica che continua a dialogare con la ricerca attuale.

Il professor Roberto Bruno, dell’INAF–IAPS, ha poi accompagnato la vincitrice nella presentazione del proprio percorso e della tesi premiata, attraverso un dialogo che ha reso accessibili anche ai non specialisti i temi del suo lavoro. Sono intervenuti inoltre Denise Perrone, dell’Agenzia Spaziale Italiana e Marco Feroci, direttore dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF di Roma. La presenza di rappresentanti della politica locale ha sottolineato il legame dell’iniziativa con il territorio.

Una parte centrale dell’appuntamento è dedicata alle scuole, attraverso il premio scientifico-letterario che affianca il riconoscimento internazionale. Gli studenti sono invitati a sviluppare elaborati capaci di mettere in relazione discipline diverse: dall’arte alla chimica, dalla letteratura alla ricerca scientifica. I lavori più meritevoli vengono selezionati da una commissione e ricevono un attestato, valorizzando curiosità, creatività e capacità di approfondimento.

Quest’anno il maltempo ha purtroppo impedito a buona parte degli studenti premiati e delle scuole di raggiungere la cerimonia. Erano presenti alcuni ragazzi e i componenti delle commissioni, ma è mancata la partecipazione numerosa che abitualmente anima gli spazi della premiazione. La consegna degli attestati si è quindi svolta, in diversi casi, in assenza dei vincitori.

Il lavoro di coinvolgimento degli istituti e di organizzazione della componente scolastica è sostenuto dalla dirigente Maria Iervolino e dalle professoresse Rosa Manna, Mariateresa Cosentino e Margherita Romano: un impegno essenziale per fare della manifestazione un percorso culturale rivolto alle nuove generazioni.

È proprio questa apertura a dare al Premio Ferraro un significato che va oltre la cerimonia. La scienza entra nella vita culturale della città, incontra altri linguaggi e offre ai giovani occasioni per esprimersi e confrontarsi. Nello spirito auspicato da Maddalena Ferraro, la cultura deve suscitare interesse, coinvolgere e anche divertire, senza diventare noia.

La mattinata ha lasciato spazio anche agli incontri personali: guardarsi negli occhi, creare nuove reti e discutere progetti futuri è parte del valore di questo appuntamento. Il saluto conclusivo ha rinnovato l’attesa per la prossima edizione.

Per i giovani ricercatori interessati a candidarsi, l’invito è a seguire il sito ufficiale del Premio Vincenzo Ferraro, dove saranno pubblicati il prossimo bando, i requisiti e i termini di partecipazione.