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18 Novembre 2019
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    Saturno supera Giove. 20 lune in più per il pianeta con gli anelli lo portano sul podio del pianeta con più lune nel Sistema solare, rubando lo scettro a Giove e davanti a Urano, sempre al terzo posto e con poche possibilità di rimonta… e per trovare un nome a queste 20 lune, viene chiesto anche il vostro aiuto!

    Nella grafica le orbite delle nuove 20 lune attorno al sistema di Saturno. Le orbite di diverso colore indicano le diverse inclinazioni e direzione del moto, e l'appartenenza ai diversi gruppi Norreno, Innuit e Gallico in base ai quale dovranno essere scelti i nomi. Crediti illustrazione: Carnegie Institution for Science. (Crediti immagine di saturno NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute. Le stelle sullo sfondo sono di Paolo Sartorio/Shutterstock.)

    Ma quante lune ha Saturno? La risposta sempre giusta è “tante”, ma compito dei ricercatori è anche contarle e conoscerne il più possibile le orbite perché sono parte integrante del Sistema e quindi importanti per studiare l’evoluzione del pianeta, dei suoi anelli ma anche della formazione dell’intero Sistema Solare. Ecco che allora un team guidato da Scott S. Sheppard del Carnegie Institution for Science va a caccia di lune attorno ai pianeti gassosi del nostro sistema solare e ha trovato ben 20 nuove lune esterne che orbitano attorno al sistema di Saturno. Questo porta il conteggio delle lune a 82, sorpassando Giove che per il momento è a 79 lune.

    Ognuna delle nuove lune ha un diametro di circa 5 chilometri, 17 ruotano in senso inverso (retrogrado) rispetto al pianeta, mentre solo 3 orbitano nella stessa direzione della rotazione di Saturno. Due di queste sono le più vicine al sistema di anelli, e impiegano circa due anni per compiere un’orbita, le altre invece circa tre.

    «Lo studio delle orbite di queste lune può rivelare dettagli sulla loro origine, ma anche sulle condizioni dell’ambiente attorno a Saturno al tempo della sua formazione» spiega Sheppard nel comunicato della Carnegie.

    La scoperta è stata annunciata il 7 settembre dal International Astronomical Union’s Minor Planet Center (MPEC), attraverso i suoi celebri bollettini (che riportano i dati osservativi e il calcolo delle orbite, con i nomi degli osservatori che hanno permesso la scoperta e l’assegnazione del nome temporaneo).

    Un video che racconta la scoperta delle nuove lune (in inglese) rilasciato dalla Carnagie Science.

    Le nuove lune sono state scoperte attraverso le osservazioni al Subaru Telescope, sul monte Mauna Kea alle Hawaii, e fanno parte del team di Sheppard anche David Jewitt dell’UCLA (università della California Los Angeles) e Jan Kleyna dell’Università delle Hawaii.

    «Usando uno dei telescopi più grandi al mondo, stiamo completando l’inventario delle piccole lune attorno ai pianeti giganti» spiega ancora Sheppard, «che giocano un ruolo cruciale nell’aiutarci a determinare come i pianeti del nostro Sistema solare si sono formati e evoluti».

    Le nuove lune scoperte sono risultate appartenere a tre diversi gruppi, che raccolgono lune con inclinazione e direzione del moto orbitale simili.

    Due delle lune con moto diretto hanno un’inclinazione di circa 46° e farebbero parte del gruppo denominato Inuit (e i cui nomi vengono scelti all’interno della mitologia Inuit), e sono frammenti di una antica luna madre che si è rotta in pezzi in un lontano passato.

    «Questo tipo di raggruppamento nelle lune esterne, è lo stesso trovato anche su Giove, indicando l’avvenuta collissione violenta tra lune del sistema di Saturno o oggetti esterni come comete e asteroidi» spiega sempre Sheppard.

    Similmente, le lune retrograde hanno uguale inclinazione e direzione del moto del gruppo Norreno, e sono quindi anch’esse quasi certamente il risultato di una collisione che ha frammentato la loro luna madre. Una di queste è anche la luna più lontana da Saturno tra quelle conosciute.

    La terza luna con moto diretto ha invece un’inclinazione di 36°, e anch’essa sembrerebbe non sfuggire a simili natali, potrebbe far parte delle lune del gruppo Gallico, che hanno stessa direzione e inclinazione ma mentre queste sono lune interne, la nuova luna (chiamata per il momento S/2004 S24) orbita molto più lontana di qualsiasi altra luna con moto diretto.

    Le immagini della scoperta di la luna conosciuta più distante di qualsiasi luna con moto diretto di Saturno. Si può notare come le stelle di fondo restino ferme mentre il suo moto e rilevabile dalle immagini riprese a distanza di una sola ora l'una dall'altra. Crediti: Scott Sheppard

    Le possibilità quindi sono due: o qualcosa l’ha portata a migrare così lontano a differenza di tutte le altre compagne, o più semplicemente non fa parte del gruppo, e le caratteristiche orbitali simili sono solo una coincidenza…

    E di Saturno parliamo anche nell'ultimo numero della nostra rivista, sempre in digitale gratuito, con riferimento però al suo sistema di anelli, così tanto studiato ma ancora così poco realmente conosciuto. Clicca sull'immagine per leggere!

    Il fatto che le nuove lune siano state trovate così distanti, indica che l’evento che le ha create deve essere avvenuto quando il processo di formazione di Saturno era ormai alla fine. Ai tempi della formazione del Sistema solare, infatti, il Sole era circondato da un denso disco di polveri e gas. Se quando sono avvenute le collisioni che hanno dato origine alle lune, ci fossero state ancora grandi quantità di polvere e gas nei dintorni di un Saturno in formazione, l’attrito avrebbe portato i frammenti della collisione a spiraleggiare verso il pianeta, portando quindi le giovani lune in formazione in orbite più interne.

    Già lo scorso anno, Sheppard aveva scoperto altre 12 lune attorno a Giove, ed era stato indetto un concorso per dare il nome a cinque di esse. «Mi ha talmente elettrizzato l’enorme coinvolgimento del pubblico attorno al concorso per dare un nome alle lune di Giove, che abbiamo deciso di farne uno nuovo per trovare un nome alle nuove lune di Saturno» ha annunciato Sheppard. I nomi dovranno essere coerenti con il gruppo individuato per ogni luna, e quindi rientrare rispettivamente nelle mitologie Innuit, Norrena e Gallica. Per partecipare basta andare alla pagina dedicata nel sito della Carnegie Science dove sono indicate tutte le regole per la scelta del nome e twittare a @SaturnLunacy il nome scelto, la motivazione e, fortemente suggerito, allegare un’immagine (foto, disegno, video… qualsiasi cosa) a tema. L’hashtag da non dimenticare è #NameSaturnsMoons.

    Per saperne di più sulle lune di Saturno http://sites.google.com/carnegiescience.edu/sheppard/moons/saturnmoons


    Di Anelli, Comete, Telescopi e Vapor d’Acqua
    La prima cometa interstellare! Ma che età hanno gli anelli di Saturno? Leonardo precursore anche dell’invenzione del telescopio? Vapore acqueo trovato per la prima volta nell’atmsfera di una super-Terra e molto altro ancora su…

    Coelum Astronomia di Ottobre 2019
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