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9 Agosto 2020
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    Un nuovo mosaico, rilasciato per i duemila giorni su Marte di Curiosity, il grande rover della NASA, ci mostra in anteprima quanto ha attirato l’attenzione del team scientifico della missione… e che lo rende senza ombra di dubbio il prossimo “punto di interesse” da raggiungere a analizzare.

    Il mosaico guarda verso l'alto, verso il Mount Sharp, che Curiosity sta risalendo. Evidenziata in bianco, spicca un'area con rocce argillose che gli scienziati non vedono l'ora di esplorare; potrebbe gettare ulteriore luce sul ruolo dell'acqua nella creazione del Monte Sharp. Il mosaico è stato assemblato da dozzine di immagini scattate dalla MastCam a bordo del rover. E' stata scattata al Sol 1931 il gennaio scorso. La scena è stata bilanciata nel bianco in modo che i colori dei materiali rocciosi assomiglino a come apparirebbero nelle condizioni di illuminazione diurna sulla Terra. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

    Il “Sol” non è altro che il “giorno” nei pianeti del sistema solare. 2000 Sol sono quindi i giorni marziani che Curiosity, il rover della NASA, ha passato su Marte! Il 22 marzo scorso quindi Curiosity ha raggiunto il suo duemillesimo giorno sul pianeta rosso, e per festeggiare ecco un mosaico di immagini scattate a gennaio, che già ci suggerisce quale sarà il suo prossimo target…

    Siamo sul Monte Sharp, il cumulo di rocce che Curiosity sta scalando dal settembre 2014. Al centro dell’immagine il prossimo grande obiettivo scientifico del rover: un’area che è stata avvistata dall’orbita, e che all’apparenza sembra contenere minerali argillosi, e l’argilla non è altro che un sedimento estremamente fine, che per formarsi richiede acqua. Nell’immagine di apertura quest’area è stata evidenziata in bianco per rendere l’idea della forma del sedimento argilloso (qui sotto la stessa zona in un’immagine, sempre elaborata per sembrare in luce diurna terrestre, ma senza l’evidenziazione dei sedimenti argillosi).

    Non è più una novità, e le analisi dei dati di Curiosity lo hanno già mostrato molte volte, che gli strati inferiori del Monte Sharp si sono formati all’interno di laghi che, un tempo, ricoprivano il fondo del Cratere Gale, ma quell’area potrebbe fornire utili informazioni non solo sull’effettiva presenza di acqua nel passato, ma anche per comprendere per quanto tempo potrebbe essere esistita e se quell’antico ambiente fosse potuto essere adatto per la vita.

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    Da poco il rover ha ricominciato a testare nuovamente trapano, aggirando il guasto che ne ha interrotto le operazioni nel dicembre 2016, e ora il team scientificonon vede l’ora di poter analizzare campioni di roccia estratti da quel fondo argilloso che vediamo nel mosaico, al centro dell’immagine. Le fasi di trapanazione e consegna del materiale estratto ai laboratori di bordo del rover è ancora in fase di perfezionamento, ma il prossimo target è già deciso.

    Curiosity è atterrato su Marte nell’agosto del 2012, e da quel giorno ha percorso 18,7 chilometri. Nel 2013, la missione ha trovato la prova di un antico ambiente di laghi d’acqua dolce che offriva tutti gli ingredienti chimici di base per la vita microbica, e da quando ha raggiunto Monte Sharp, nel 2014, Curiosity sta studiando in lungo e in largo questi ambienti che hanno dimostrato di poter ospitare la vita, analizzando ovunque acqua e vento hanno lasciato segno del loro passaggio.

    E ora aspettiamo i risultati dei prossimi 2000 Sol… come si dice, cento, anzi due mila di questi giorni, Curiosity!


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