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21 Giugno 2018
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    L’astronauta dell’ESA Luca Parmitano sarà impegnato il prossimo anno nella sua seconda missione di lunga durata per la ISS. Durante la sua permanenza acquisirà il ruolo di Commander della Stazione

    Luca durante una "passeggiata spaziale" fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale, con l'astronauta NASA Chris Cassidy il 9 luglio 2013. Crediti: ESA/NASA

    Nell’estate del 2019, l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano tornerà sulla Stazione Spaziale Internazionale per la sua seconda missione, come annunciato a dicembre del 2016 durante il vertice interministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea, ma la novità è che nella seconda parte della missione ricoprirà anche il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale.  È il terzo astronauta ESA ad essere nominato comandante per una missione sulla Stazione, dopo il belga Frank De Winne nel 2009 e il tedesco Alexander Gerst all’inizio di quest’anno e, ovviamente, il primo italiano.

    Luca Parmitano a bordo della ISS durante la sua missione Volare. Crediti: NASA/ESA

    Luca è stato il primo degli astronauti ESA selezionati nel 2009 a volare, nel 2013, sulla Stazione Spaziale Internazionale, che l’ha visto impegnato per 166 giorni in numerosi esperimenti, durante la missione Volare, molti dei quali ancora in corso e in due uscite extraveicolari.

    «Sono onorato che il programma della Stazione Spaziale mi abbia scelto per questo ruolo, e allo stesso tempo emozionato per l’incarico. Essere il comandante delle persone più addestrate e preparate sulla Terra e fuori, può non essere semplice» commenta Luca alla notizia, «mi vedo come un facilitatore, il mio scopo sarà di mettere tutti nella condizione di lavorare al meglio delle proprie capacità. In definitiva, però, sono responsabile per la sicurezza dell’equipaggio e della Stazione, e per il successo della missione in generale».

    E aggiunge: «sono stato abbastanza fortunato, nella mia esperienza, da lavorare con persone al comando da cui poter prendere esempio: farò del mio meglio per seguire questo esempio e i loro insegnamenti per il raggiungimento di questi obiettivi».

    Luca Parmitano durante una missione extraveicolare... sul fondo dell'oceano!

    Luca ha continuato, dall’ultima missione sulla ISS, ad aumentare il suo bagaglio di conoscenze ed esperienza, per essere pronto a qualsiasi tipo di missione. Nella geologia ad esempio, con il progetto Pangea dell’Esa, che si pone come obiettivo la creazione di una nuova figura professionale: l’esploratore spaziale, qualificato per comunicare efficacemente con gli scienziati e gli ingegneri sulla Terra e di partecipare alla progettazione delle future missioni. E dalla cima delle montagne fino al fondo dell’oceano, con il progetto NEEMO, dove è stato comandante della base sottomarina Aquarius della NASA, in una spedizione di 2 settimane per simulare la convivenza tra astronauti in ambienti estremi, sempre in vista di future missioni di esplorazione spaziale, eventualmente anche su altri mondi.

    Survival training in Russia. Crediti: GCTC

    Dopo il consueto allenamento tra simulazioni e pratica con gli esperimenti che dovrà compiere a bordo, al momento è in addestramento in Russia con la navetta Soyuz, che lo porterà nello spazio insieme all’astronauta della NASA Andrew Morgan e all’astronauta della Roscosmos Alexander Skvortsov. I tre faranno parte della Expedition 60/61 sulla Stazione Spaziale.

    «Con due astronauti ESA come comandanti della Stazione Spaziale in un anno, è un grande momento per il volo spaziale europeo e un esempio del carattere internazionale della nostra collaborazione nello spazio», ha detto il Direttore ESA dell’Esplorazione Umana e Robotica, David Parker.
    «Sono orgoglioso dell’eccellente lavoro fatto dagli astronauti e dai loro istruttori che si assumono la responsabilità dell’avamposto dell’umanità nello spazio».

    La Stazione Spaziale Internazionale, infatti, offre spazio per sei astronauti, di diverse nazionalità e da cinque diverse agenzie spaziali (americana, europea, russa, canadese e giapponese), per portare avanti esperimenti per conto di ricercatori di tutto il mondo, in condizioni di microgravità, e sperimentare e dimostrare la tecnologia necessaria per l’esplorazione del Sistema Solare. Il laboratorio europeo Columbus è stato lanciato 10 anni fa, portando avanti più di 200 esperimenti: in un volume così ridotto si è lavorato nei più svariati ambiti, dalla astrobiologia alla scienza solare, passando dalla metallurgia alla psicologia. Innumerevoli studi sono stati pubblicati dai dati raccolti dagli esperimenti a bordo della Stazione Spaziale, dati che Luca continuerà a raccogliere durante la sua nuova missione.

    Seguite Luca nei preparativi di missione tramite la pagina lucaparmitano.esa.int, noi lo seguiremo con voi!


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