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24 Marzo 2017
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    Dopo gli ultimi inconvenienti che hanno visto prima slittare di due mesi l’inserimento nell’orbita scientifica, e poi entrare in safe-mode la sonda, finalmente buone notizie.

    La sonda americana Juno è nuovamente operativa in orbita attorno a Giove. Dopo gli spaventi delle ultime settimane — il guasto di due valvole di ritegno nel sistema di pressurizzazionel’attivazione della modalità di emergenza poche ore prima di toccare il perigiovio della sua orbita — Juno è in ottimo stato di salute.

    La sonda è uscita dalla modalità di emergenza alle 19:05 del 24 ottobre, ovvero 5 giorni e 11 ore dopo l’anomalia. Gli ingegneri stanno ancora cercando di isolare la causa dell’anomalia; nel frattempo, alle 20:51 di ieri, Juno ha eseguito una manovra di 31 minuti con il suo sistema di propulsione secondario. La manovra è risultata in un cambiamento di velocità pari a 2,6 metri al secondo e ha consumato 3,6 chilogrammi di carburante.

    Il Polo Nord di Giove ripreso dalla sonda della NASA Juno durante il sorvolo dello scorso 27 agosto. Credits: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

    La manovra è stata eseguita in vista del prossimo perigiovio di Juno, previsto per le 18:03 dell’11 dicembre. Durante il sorvolo, tutti gli strumenti scientifici a bordo della sonda saranno attivi.
    «Non vediamo l’ora del prossimo passaggio ravvicinato,» spiega Scott Bolton, a capo della missione. «I dati raccolti finora sono stati davvero incredibili».

    Ancora non è chiaro quando e se Juno eseguirà la manovra di riduzione del periodo (PRM) con cui si calerà nella sua prima orbita scientifica. La sonda si trova ancora nella sua orbita di cattura, e la manovra PRM era prevista proprio per il perigiovio del 19 ottobre. Recenti commenti da parte degli scienziati di Juno suggeriscono che la sonda potrebbe rimanere nella sua orbita di cattura fino alla fine della missione.

    Per sapere tutto sulla missione, leggi lo Speciale Juno su Coelum n. 202


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