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8 Aprile 2020
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Test Rifrattore Takahashi TOA-130

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Test e recensione del telescopio rifrattore Takahashi TOA-130 (Triplet Orthoscopic Apochromat)

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Takahashi TOA-130 -Setup in parallelo con Canon EF500 f/4L Is

Takahashi TOA-130 -Setup in parallelo con Canon EF500 f/4L Is

Ho confrontato fotograficamente il TOA-130 con il Canon EF500 f/4L Is (17 lenti in 13 gruppi) con duplicatore 2x, per capire se il supertele Canon potesse rappresentare una alternativa valida e più pratica nella fotografia di fenomeni tipo le eclissi e le congiunzioni.
Ho fatto molti scatti sulla luna ottenendo file di buona fattura con Canon, ma nessun buono scatto col telescopio a causa del forte vento che faceva vibrare il tubo del telescopio. Quindi ho deciso di continuare il test fotografando un casale, perché ciò permetteva di tenere il tubo in una posizione più stabile.
Il risultato è nettamente a favore del TOA-130 in termini di incisione, nitidezza, vignettatura e vividezza dei colori. Tale conclusione era prevedibile anche a causa del minor numero di lenti presenti nel telescopio.

casale

Risultati a confronto

Il casale è stato messo ai bordi del fotogramma per evidenziare le aberrazioni e queste immagini sono dei ritagli di ingrandimenti al 100%:entrambe le ottiche si comportano egregiamente, ma il Takahashi risulta superiore per incisione e cromatismo e vividezza.

Conclusioni

La qualità ottica e meccanica del TOA-130 si collocano ai massimi livelli del mercato. E’ dotato di una nitidezza eccezionale, ed è destinato ad astrofili evoluti, che voglio cimentarsi nei campi dell’osservazione planetaria e del deep sky, a patto di usare oculari di elevata qualità.
E’ pienamente sfruttabile anche nel campo della fotografia astronomica, sia con le reflex, sia con i moderni CCD. Agli astrofotografi consiglio di mettere in conto anche l’acquisto di accessori come il correttore di campo, il riduttore di focale ed un sistema di focheggiatura demoltiplicato.
In sintesi questo stupendo apocromatico potrebbe essere il punto d’arrivo per molti astrofotografi esigenti, i quali, tra una foto e l’altra, si possono anche divertire con osservazioni deep sky e planetarie senza rimpiangere diametri maggiori.

Ci è piaciuto:

  • qualità ottica
  • bassa sensibilità alla turbolenza
  • costruzione e robustezza
  • Trasmissione dei colori

Non ci è piaciuto:

  • peso ed ingombri
  • delicatezza della verniciatura
  • focheggiatore non all’altezza
  • rotatore di campo

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