Ptolemaus/Alphonsus/Arzachel

di Luigi Palmisano inserita il 2 Settembre 2026

Ptolemaus/Alphonsus/Arzachel

Ptolemaus/Alphonsus/Arzachel Regione equatoriale della Luna Ptolemaus, con un diametro di circa 150 km con bordi molto bassi e una età di formazione decisamente antica: viene considerata una pianura circondata da montagne, e al suo interno si può notare una craterizzazione (con Ammonius a dominare la scena) insieme a crateri fantasma e piccole colline. Il Nord è a sinistra e poco sopra Ptolemaus possiamo notare il piccolo Herschel, di età molto più giovane. Procedendo verso sinistra, e verso Sud, arriviamo ad Alphonsus, di cui si possono notare da subito il picco centrale che proietta la sua ombra sulla distesa, e il sistema di Rimae interno. Abbiamo due zone di colore più scuro e facilmente evidenti dall’immagine, con al centro delle formazioni coniche che possono rappresentare azioni vulcaniche successive alla sua formazione. Le scarpate che lo circondano sono ripide e molto scaglionate, dando un aspetto decisamente appariscente, in particolare al tramonto o all’alba locale. La sonda Ranger 9 è stata fatta schiantare all’interno di questo cratere e la posizione era una delle possibili alternative per l’arrivo delle missioni Apollo 16 e 17. In varie occasioni, l’ultima nel 1958, sono stati osservati quelli che si definiscono Fenomeni Transienti Lunari. In particolare analizzando alcune immagini in luce violetta si poté vedere una nebbia ricoprire parti del cratere. Questo non emergeva però all’infrarosso, e successivi studi fanno pensare ad un veloce fenomeno vulcanico, con rilascio di gas C2. Purtroppo non vennero effettuati studi successivi e la cosa rimase non confermata. L’ultimo dei crateri del terzetto è Arzachel, relativamente giovane e sicuramente il più affascinante in termini di dettagli interni, ma che al momento della ripresa appariva non illuminato. È caratterizzato da scarpate davvero ripide e alte più di un km che lo dividono da Alphonsus, oppure dal picco decentrato rispetto al bordo del cratere stesso, o anche dalla prominente Rima. Al suo interno vi sono altri piccoli crateri, mentre il sistema montuoso appare con una leggera curvatura e si eleva per 1.5 km dal fondo. La regione oscura al confine dei tre crateri fu data dalla gibbosità lunare al momento della ripresa, che oscurava il 40% di tutta la superficie.