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Le nuove frontiere della NASA

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La NASA rinnova il proprio interesse verso l’esplorazione dei pianeti del Sistema Solare e dei suoi corpi minori. L’agenzia americana sta vagliando dodici proposte, presentate sotto il programma New Frontiers, che verranno sottoposte a valutazioni scientifiche e tecnologiche nei prossimi sette mesi. La migliore, verrà sviluppata in circa due anni per poi partire intorno al 2025.

Una delle proposte riguarda la missione Venus In-Situ Explorer, con il compito di analizzare la composizione e le proprietà della superficie di Venere. L’explorer acquisirà e studierà un campione della superficie, misurandone gli elementi e la mineralogia dei materiali.

Gli obiettivi della selezione fanno riferimento a sei aree dell’esplorazione Sistema Solare: la prima riguarda missioni in grado di riportare sulla Terra campioni provenienti da una cometa, la seconda per la raccolta di materiale dal Polo Sud della Luna, la terza per l’esplorazione delle lune Titano ed Encelado (#oceanworld), la quarta  dedicata a Saturno, la quinta a Venere, la sesta destinata allo studio degli asteroidi troiani e alla raccolta di campioni in situ.

«Il programma New Frontiers vuole dare una risposta ai grandi quesiti che interessano il nostro Sistema solare – ha commentato Thomas Zurbuchen, della direzione scientifica NASA di Washington – e non vediamo l’ora di andare avanti con queste missioni».

L’esito delle selezioni relative alla fase iniziale di studio, verrà annunciata alla fine di novembre e il concept prescelto potrà andare avanti nel processo di valutazione.

Si tratta della quarta missione scelta nell’ambito di New Frontiers, le precedenti sono state New Horizons per Plutone, Juno per Giove e OSIRIS-REx, che è partita lo scorso 9 settembre alla volta dell’asteroide Bennu con l’obiettivo di riportare sulla Terra un campione di materiale nel 2023.


 

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