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La “prima stella” a sorgere al tramonto e l’ultima a tramontare all’alba, ecco come si presenta Venere ai nostri occhi.
Eppure, quella brillantezza causata dall’alta riflettività della densa atmosfera, nasconde una storia geologica unica all’interno del Sistema Solare.

Avvolta dalla densa atmosfera che genera un effetto serra a scala globale con temperature che superano i 400 C° e una pressione di circa 90 atmosfere, la superficie di Venere è stata completamente svelata solo negli anni ’90 grazie alle immagini radar dalla missione NASA Magellan (Saunders et al., 1992).

Da questi dati, sono emerse diverse peculiarità geologiche tra cui la numerosità e diversità di strutture vulcaniche, la giovane età della superficie (~500 milioni di anni) e la presenza di lunghi (da centinaia a migliaia di km) canali meandriformi.

I vulcani venusiani hanno tipologie a volte simili a quelle terrestri, in altri casi troviamo delle forme particolarmente complesse: alcune sono state denominate aracnoidi perché appunto ricordano la forma dei ragni, altre sono state chiamate domi pancake perché ricordano le tipiche frittelle americane!

Queste strutture non sono state identificate in altre pianeti, suggerendo l’unicità geologica di Venere.

L’articolo completo disponibile sul n. 255 Aprile-Maggio

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