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17 Dicembre 2018
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    Finalmente la sonda americana è giunta a destinazione. Adesso inizia l’esplorazione che porterà a raccogliere i campioni da riportare a Terra.

    Il manifesto celebrativo dell'arrivo della sonda su Bennu.

    Sequenza di 36 esposizioni da 2,2 millisecondi, con contrasto accentuato, ottenuti dalla PolyCam in un intervallo temporale di 4 ore e 18 minuti - Credits: NASA's Goddard Space Flight Center/University of Arizona - Processing: Marco Di Lorenzo

    Dopo aver viaggiato nello spazio per più di due anni e oltre 3 miliardi di km, intorno alle 18 del 3 novembre, il veicolo “Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security-Regolith Explorer” (OSIRIS-REx) della NASA è arrivato a destinazione, l’asteroide Bennu. La sonda spaziale impiegherà quasi un anno a esaminare l’asteroide con cinque strumenti scientifici, con l’obiettivo di selezionare un luogo che sia sicuro e scientificamente interessante per raccogliere il campione di regolite (polvere superficiale). OSIRIS-REx recapiterà il campione alla Terra nel settembre 2023, nel deserto dello Utah.

    La manovra di arrivo è consistita nell’accensione dei motori per circa 20 sec, variando la velocità del veicolo di 23 cm/s; la sonda dovrebbe essere giunta a soli 17 km da Bennu. Il giorno dopo ha sorvolato il polo Nord dell’asteroide a meno di 8 km, per poi spostarsi sull’equatore e infine sul polo sud, eseguendo una serie di tratti rettilinei. Questo servirà anche a fare una stima preliminare della massa di Bennu, in vista di una immissione in orbita a circa 1 km di altezza.

    Per l’occasione, è stata rilasciata una spettacolare animazione che mostra Bennu in rotazione da una distanza di 80 km (presumibilmente lo scorso 25 novembre), con una risoluzione di poco superiore a 1m/pixel. La versione rimpicciolita l’avete vista qui in alto a destra, in apertura, mentre l’originale è visionabile nel sito del Goddard Media Studio.

    È anche possibile ammirare una sequenza animata con tutte le immagini raccolte durante la fase di approccio, da cui è stata ottenuta la seguente selezione di fotogrammi, che rendono l’idea del cambiamento mentre ci si avvicinava da 2,2 milioni di km a 65 km (17 agosto – 27 novembre).

    Sequenza di 14 immagini PolyCam durante l'intera fase di approccio - Credits: NASA's Goddard Space Flight Center/University of Arizona - Processing: Marco Di Lorenzo

    La fase di approccio, che abbiamo seguito costantemente nel Mission Log dedicato, è durata oltre 3 mesi durante i quali la sonda ha effettuato quattro manovre correttive che hanno ridotto la velocità relativa tra asteroide e sonda da 491 m/s  iniziali a soli 4 cm/s. La diretta NASA si è conclusa con una serie di applausi e subito dopo è passata a seguire lo spettacolare aggancio della Soyuz con la stazione spaziale internazionale, sopra l’oceano Atlantico meridionale.

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