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29 Febbraio 2020
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    Contrariamente alle osservazioni condotte da aprile fino a metà maggio, la fotocamera Osiris a bordo della sonda ci mostra una chioma meno lunga e luminiscente.

    Meno della metà della distanza tra la Terra e la Luna divide la sonda dell’ESA Rosetta e il suo obiettivo, la cometa Churimov-Gerasimenko. E ci insegna che è corretto attendersi l’inaspettato.

    Infatti contrariamente alle osservazioni condotte da aprile fino a metà maggio, la fotocamera Osiris a bordo della sonda ci mostra una chioma meno lunga e luminiscente.

    Un fatto inconsueto, non fosse perché è la prima volta che gli astronomi osservano la chioma di una cometa così continuamente e così da presso. Più ci si avvicina e inevitabilmente più dettagliate appaiono le immagini della fotocamera Orisis, realizzata dal Max Planck Institute in collaborazione con il CISAS di Padova.

    Sta di fatto che mancano appena un paio di mesi perché la sonda Rosetta raggiunga la cometa e proprio in questi giorni ha iniziato le manovre di rallentamento. Un’operazione complessa come potete vedere in questo servizio per INAF TV.

    La missione Rosetta è una missione dell’Agenzia Spaziale Europea. Rilevante è il contributo italiano scientifico e tecnologico e vede, attraverso il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana, la partecipazione di INAF, UNIPD e Politecnico di Milano.

    Il Lander Philae che a fine anno atterrerà sul nocciolo della Cometa, una prima assoluta, è il frutto di una collaborazione tra ASI e altre tre agenzie europee: ASI, CNES, DLR, MPS.

    Per approfondire:

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