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21 Gennaio 2018
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    Si è spento nei primi giorni dell’anno appena iniziato l’astronomo statunitense Thomas J. Bopp. Aveva compiuto da poco 68 anni ed è divenuto famosissimo alla fine degli anni novanta per aver scoperto, assieme ad Alan Hale, la più grande cometa del ventesimo secolo, la C/1995 O1 Hale-Boop.

    La Hale-Bopp sopra le magnifiche vette dolomitiche. Foto di Alessandro Dimai (Associazione Astronomica Cortina).

    In un’epoca (stiamo parlando di solo una ventina di anni fa) non ancora zeppa di sistemi automatici che scandagliano il cielo, c’era ancora lo spazio per la scoperta amatoriale di comete usando solo i propri occhi o e la propria modesta strumentazione. E fu ciò che avvenne il il 22 luglio 1995, quando Thomas Bopp, grazie al telescopio di un amico, osservando da Stanfield in Arizona il ben di Dio presente nella zona del Sagittario, si accorse che vicino all’ammasso globulare M 70 vi era la presenza di un intruso, un debole batuffolo che un osservatore esperto come lui riconobbe subito come una nuova cometa.

    Praticamente in contemporanea, nel New Mexico, Alan Hale si era imbattuto nello stesso oggetto. Dopo aver comunicato entrambi all’ente preposto la loro possibile scoperta, la conferma non tardò ad arrivare. Quella era in effetti una nuova cometa, che prese la denominazione di C/1995 O1 Hale-Bopp.

    Pur ancora molto distante dal Sole, appariva già insolitamente luminosa e il suo diametro risultò infatti cospicuo. Tutto questo mise in fibrillazione il mondo astronomico ed amatoriale. Circa un anno dopo la scoperta, infatti, la Hale-Bopp cominciò a mostrarsi a occhio nudo. Quel che avvenne in seguito è noto, con il passaggio al perielio dell’aprile 1997 che la rese un fenomeno di massa – ne abbiamo da poco parlato, nel numero 214 di Coelum Astronomia, proprio celebrando, con il ricordo di chi l’ha osservata e studiata, i vent’anni da quando la cometa ha attraversato i nostri cieli.

    Una bellissima sequenza fotografica che mostra il percorso seguito dalla cometa nel periodo dal 3 febbraio al 30 aprile 1997. Foto di Alessandro Dimai (Associazione Astronomica Cortina), effettuata con un obiettivo fotografico da 35mm a f/2,8.

    E pensare che passò piuttosto distante dalla Terra, altrimenti avremmo assistito a un qualcosa di inimmaginabile. Rimase visibile a occhio nudo praticamente per un anno prima di ripiombare nell’abisso oscuro da cui era provenuta.

    Alan Hale ha postato sul profilo di Bopp un messaggio dicendosi molto rattristato per la morte dell’amico con cui ha condiviso la scoperta, ricordando che i loro nomi, qualora ci fossero ancora esseri umani sulla Terra, potrebbero tornare di moda attorno all’anno 4393 quando la Hale-Bopp dovrebbe fare ritorno.

    Da parte nostra ogni volta che rivedremo nelle fotografie questo fantastico oggetto, ne parleremo o ne sentiremo parlare, il pensiero andrà anche a Thomas Bopp, che ha incarnato il sogno di ogni astrofilo legando in modo indelebilmente il suo nome alla grande cometa del 1997.

    Goodbye Mr. Bopp

    Leggi anche: Hale-Bopp. La grande cometa nel ricordo degli astrofili.


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    Un Commento a “In ricordo di Thomas Bopp”

    1. Luca Maccarini scrive:

      E’ impossibile non dimenticare la grande cometa C/1995 O1 !!! Non fu la mia prima cometa, ma sicuramente la piu’ maestosa ed impressionante che vidi dalle nostre latitudine. Ricordo ancora, che alla fine di marzo 1997 raggiunsi con un amico astrofilo il Passo del Faiallo, un valico a 1.000 m.s.l.m. dell’Appennino ligure, per ammirarla ad occhio nudo e per fotografarla. Restammo li’ per molte ore … ed oggi a distanza di molti anni da quell’evento sono davvero orgoglioso di aver avuto l’occasione di ammirare una delle piu’ belle comete degli ultimi 100 anni. Grazie Thomas !

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