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4 Giugno 2020
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Hubble sotto attacco: un approfondimento

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Accuse di plagio per le ricerche di Hubble sull’espansione dell’universo e sulla classificazione morfologica delle galassie? Dopo l’articolo che analizza le “prove” pubblicato su Coelum n. 152, leggiamo un approfondimento di Alberto Cappi e Andrea Biviano.

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Chi ha scoperto l’espansione dell’universo? Come la maggior parte delle scoperte scientifiche anche questa non ha un solo genitore. Le equazioni di Einstein, le soluzioni di Friedmann, le osservazioni di Slipher e altri, e le discussioni scientifiche che queste teorie e osservazioni hanno generato, tutte insieme hanno gettato le basi per questa scoperta.

Lemaître ha il merito di essere stato il primo a fornire la corretta implicazione astronomica delle equazioni di Einstein: un universo in espansione e quindi una relazione lineare fra la distanza delle galassie e la loro velocita’ di recessione. Lemaître e’ andato oltre questa previsione: ha provato a verificarla con le osservazioni (di altri). Benche’ nel 1927 egli abbia ottenuto praticamente lo stesso valore della “costante di Hubble” che quest’ultimo avrebbe stimato appena due anni dopo, va detto che non c’e’ traccia del “diagramma di Hubble” nel suo articolo del 1927. Il che non avrebbe consentito al lettore di capire quanto buono fosse l’accordo della teoria con le osservazioni. Questo diagramma e’ evidentemente presente nell’articolo di Hubble del 1929 e per la prima volta mostra in modo chiaro l’esistenza della relazione predetta da Lemaître due anni prima.

La scoperta della legge di espansione dell’universo andrebbe quindi attribuita a Hubble dal punto di vista osservativo, mentre a Lemaître resta il grande merito di averla predetta teoricamente.  Non sarebbe dunque sbagliato parlare di scoperta condivisa e di relazione di Hubble-Lemaître (o di Lemaître-Hubble).

Quanto al comportamento di Hubble nei confronti di Lemaître, non credo possa definirsi scorretto.  Nel 1929 Hubble quasi sicuramente ignorava l’articolo di Lemaître del 1927, e non esistono prove che Hubble abbia avuto un ruolo nell’omissione di una parte importante di questo articolo nella traduzione in inglese del 1931 (in MNRAS).

Se oggi la legge di Hubble porta questo nome e non quello di Lemaître e’ dovuto anche alla scelta di quest’ultimo di pubblicare i suoi risultati in una rivista a diffusione limitata.

Compito degli scienziati non e’ infatti solo quello di fare ricerca ma anche di far conoscere i risultati ottenuti ai colleghi e al pubblico.

ANDREA BIVIANO

INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste

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