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5 Dicembre 2021
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    Dalle fotografie dei “minuscoli pianetini” di Kuiper, alla innovativa sonda Lucy della NASA: il fascino degli asteroidi rimane immutato nel tempo.

    Il 16 ottobre alle 11:34 (ora italiana) da Cape Canaveral è partita la prima sonda NASA diretta verso gli asteroidi troiani di Giove. Una missione che andrà ad approfondire le origini del nostro sistema planetario.
    Lucy impiegherà 12 anni a incontrare gli asteroidi della fascia principale dei Troiani di Giove. Una missione lunga e non priva di difficoltà, la prima delle quali subito dopo il lancio con il malfunzionamento di uno dei pannelli solari.

    LA MISSIONE

    «Lucy incarna lo spirito della NASA volto a spingersi nel cosmo per il puro amore dell’esplorazione e della scienza, per comprendere meglio l’universo e ruolo dell’uomo», ha affermato l’amministratore della NASA Bill Nelson «Non vedo l’ora di vedere quali misteri svelerà la missione!»

    Gli asteroidi Troiani di Giove orbitano attorno al Sole sulla stessa traiettoria del gigante gassoso e si ipotizza siano gli “avanzi” della formazione planetaria. Se fosse vero, studiandoli otterremmo importanti indizi sulla nascita del Sistema Solare, insomma dei veri e propri “fossili cosmici”.
    La missione ha i suoi esordi nel 2014 e la sonda impiegherà ancora diversi anni per raggiungere il primo asteroide troiano, incrociando le dita e problemi tecnici permettendo! Dopo il successo del lancio infatti, la NASA ha comunicato che uno dei due pannelli solari non è riuscito a bloccarsi nella giusta posizione dopo il dispiegamento; la fortuna assiste la sonda ed entrambi stanno producendo energia caricando la batteria.
    Un viaggio lungo e difficoltoso, è vero, ma il responsabile scientifico della missione Hal Levison assicura che questi oggetti, per il loro immenso valore scientifico, valgono l’attesa e lo sforzo richiesto e sono come diamanti nel cielo.
    Non sfugge la citazione della famosa canzone dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds che dà il nome al fossile della più celebre antenata dell’uomo, Lucy, a cui è stata dedicata la sonda NASA.

    Nel team di ricerca anche un italiano, Simone Marchi, deputy project scientist della missione e ideatore del logo che ricorda proprio un diamante nella forma, fondamentale il contributo del figlio di sette anni.

    PICCOLA CURIOSITA’ STORICA

    da Coelum n. 9-10, Volume XXIII
    Settembre-Ottobre 1955

    Gli asteroidi sono da sempre oggetti di grande interesse scientifico e questa della NASA è una missione senza precedenti.
    Oggi si apre un incredibile nuovo capitolo che approfondirà la nostra conoscenza del Sistema Solare, mentre, in questo stesso periodo esattamente 66 anni fa, nel n. di Settembre-Ottobre 1955 della rivista Coelum si metteva in luce il metodo di ricerca sui “minuscoli pianetini” che circolano tra le orbite di Marte e Giove. Uno studio complesso guidato da G.P. Kuiper (1905-1973), astronomo olandese autore di un accurato lavoro di osservazione sugli asteroidi, un pioniere nello studio di questi oggetti così interessanti.
    Partendo da “Un eccellente astrografo di Ross-Fecker” (cit.) per fotografare questi minuscoli pianetini fino ad arrivare ai sofisticati sistemi di bordo di Lucy: cambiano i metodi e gli strumenti, ma il fascino degli asteroidi rimane immutato.

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    credit @NASA

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