Editoriale – Coelum n.139 – Giugno-Luglio 2010

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Sì, lo so che ormai è passato e sepolto, come tutte le cose successe appena ieri, ma per introdurre l’argomento che mi sta a cuore trattare è proprio necessario che venga qui riesumato il ricordo dell’Anno Internazionale dell’Astronomia, celebrato in tutto il mondo fino al dicembre 2009.
In quell’occasione, l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) si fece promotrice di una serie di progetti di diffusione e divulgazione che hanno poi avuto ampia adesione anche in Italia, tanto che come singolo e privato cittadino appassionato di astronomia mi sentii in dovere di aderire alla proposta progettando un intervento di divulgazione dell’astronomia nella città di Firenze che andasse oltre le consuete – e prevedibili – proposte istituzionali (mostra su Galileo, convegno su Galileo ecc.).

Il mio obiettivo era quello di sfruttare il flusso turistico, senza però avere la pretesa di rubare il pubblico all’arte per portarlo verso i luoghi dell’astronomia (impresa praticamente impossibile), ma, viceversa, portando l’astronomia là dove si trovano i turisti, che sono stati i principali (anche se non gli unici) destinatari dell’iniziativa.
Traendo ispirazione dall’esperienza dei “sidewalk astronomers” statunitensi, ho quindi portato l’astronomia in alcune piazze storiche fiorentine (Signoria, Santa Croce, Piazzale Michelangelo), ovvero proprio nei luoghi in cui è massimo il passaggio di turisti e dove è continuo il flusso di visitatori, facendo mettere l’occhio al telescopio alle diverse centinaia di persone – fiorentini e non – che si sono trovate a passare casualmente e per tutt’altro motivo dai luoghi in questione. Così, almeno una volta al mese, nel periodo a cavallo del primo quarto di Luna, ho montato un telescopio portatile in una di queste piazze, mettendolo a disposizione del pubblico, commentando le osservazioni e rispondendo alle domande.

L’esito è andato molto oltre ogni aspettativa. Ogni volta che, grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Firenze (che mi ha garantito l’occupazione gratuita del suolo pubblico in luoghi curati dalla locale Soprintendenza ai beni artistici e culturali), mi sono presentato in piazza con il telescopio – fornito da uno sponsor locale – decine di turisti italiani e non si sono avvicinati chiedendo informazioni e di poter osservare, meravigliati dal fatto di trovare un telescopi davanti ai monumenti storici che erano venuti a visitare. È interessante osservare che tutto il pubblico, ma soprattutto quello straniero (col quale comunicavo in lingua inglese), ha molto apprezzato la contaminazione fra il luogo d’arte e l’argomento scientifico, invitandomi a proporre eventi del genere anche in altre città d’arte.
Le serate, tutte a partecipazione libera e gratuita, sono state sempre annunciate da un blog – www.astronomiainpiazza.it – appositamente realizzato per l’occasione, dove ho raccolto il programma e talvolta il diario delle serate osservative.
So che l’argomento de “l’astronomia da marciapiede” è già stato trattato molte volte da questa rivista, l’ultima volta in riconoscimento alla preziosa opera divulgativa condotta in tutta Roma da Nazzareno Terzaroli (vedi Coelum n. 136), e in redazione si discute da sempre sul come riuscire a sensibilizzare le quasi 300 associazioni di appassionati italiani in modo che ognuna di esse riesca ad assicurare la presenza costante dei loro iscritti nelle pubbliche piazze delle città italiane.
Ebbene, io credo che anche qui da noi sia arrivato il momento di mettere insieme chiacchiere, esperienze e desideri, e di dare finalmente vita ad un movimento capace di riportare l’astronomia tra la gente.

Voi che ne pensate?