Viaggio tra le rosse giganti della Primavera

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Viaggio tra le rosse giganti della Primavera
La luce arancio di Arturo nel Bifolco. Caratterizzata da una massa pari a quella solare, ma 25 volte più grande del nostro Sole: alla fine della sua vita, il nucleo della stella, via, via, sempre più caldo, genera un ultimo sprazzo di energia che dilata la fornace stellare, rendendo la sua “superficie” più fredda, da cui il colore arancio. Sette miliardi di anni di età, 37 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm f/4 & SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.
ARTURO
La luce arancio di Arturo nel Bifolco. Caratterizzata da una massa pari a quella solare, ma 25 volte più grande del nostro Sole: alla fine della sua vita, il nucleo della stella, via, via, sempre più caldo, genera un ultimo sprazzo di energia che dilata la fornace stellare, rendendo la sua “superficie” più fredda, da cui il colore arancio. Sette miliardi di anni di età, 37 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm f/4 & SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.

Volgendo lo sguardo verso l’emisfero est del cielo, alle ore 22:00 circa, orientandoci verso nordest troviamo l’Orsa Maggiore che, in questo periodo dell’anno, raggiunge lo zenit (come ci racconta Giorgia Hofer nella sua rubrica a pagina 96) insieme ai piccoli Cani da Caccia. Ai suoi piedi possiamo riconoscere il grande Dragone, attorcigliato e sinuoso attorno all’Orsa Minore e a Polaris.
Più a est iniziano a innalzarsi le costellazioni di Ercole e il Bifolco, o Boote, e tra loro dimora timidamente la piccola Corona Boreale, caratterizzata dalla fulgida stella Gemma.