TCoronae Borealis

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TCoronae Borealis
La curva di luce 2008/2010 di T CrB mostra come attualmente la stella sia praticamente al minimo della sua attività, con una lieve variabilità tra la magnitudine +9,8 e +10,7.
T CrB
La curva di luce 2008/2010 di T CrB mostra come attualmente la stella sia praticamente al minimo della sua attività, con una lieve variabilità tra la magnitudine +9,8 e +10,7.

Il prototipo delle nove ricorrenti, un pezzo di storia dell’astronomia, si trova ora confinata in una stellina di undicesima magnitudine. Ma da qui a qualche anno potrebbe tornare a splendere come fece nel 1886 e nel 1946. Agli osservatori che si sono succeduti nel corso della storia è capitato spessissimo di assistere a eventi che andavano a modificare le aspettative comuni sull’immacolata armonia della volta celeste. Fenomeni quali l’apparizione di grandi comete venivano seguiti con riguardo e timore, soprattutto per le variazioni di aspetto e posizione esibite sera dopo sera, mentre per altri, come l’improvvisa apparizione di stelle “novae”, fu probabilmente più la curiosità a spingere gli astronomi del tempo a trascrivere negli annali celesti l’improvvisa comparsa di stelle laddove precedentemente non vi era nulla. I nuovi astri si accendevano e si affievolivano nel giro di pochi giorni fino a scomparire del tutto, ripristinando il vuoto presente prima della loro fugace apparizione. La cosa, meno manifesta e minacciosa dell’apparizione di una cometa, non spaventava troppo, anche se ovviamente non mancava di accendere furiose controversie nel più ristretto ambito scientifico. Fu, in definitiva, solo con l’avvento della fotografia che venne finalmente compreso come in realtà tali stelle “novae”( come in seguito vennero descritte mantenendone il termine tradizionale) esistevano già prima del loro manifestarsi, seppur apparendo molto deboli. Da lì in avanti, il meccanismo che dà luogo a questo fenomeno sarebbe stato compreso sempre meglio, fino a poter distinguere – discriminando l’andamento della curva di luce – tra “novae veloci”, “novae lente” e le cosiddette “novae ricorrenti”. Queste ultime, considerando il campionario di esemplari attualmente noti, meno di una decina in tutto, sono la classe meno numerosa. Anch’esse si accendono all’improvviso eguagliando in un vampata di luce e calore la luminosità di diverse migliaia di stelle come il Sole ma, al contrario delle altre, hanno la particolarità di esibire più di un evento parossistico in un arco di tempo più o meno lungo.