Supernovae

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Supernovae
A sinistra, la supernova (ancora senza sigla) identificata da Massimo Caimmi, al suo primo successo in questo campo di ricerca, in UGC 11919, una rara galassia a spirale intermedia. Una scoperta non facile vista la debole luminosità dell'oggetto, agevolata solo da un offset favorevole (20,5" E - 12,3" N). Per contro, a destra, la supernova più luminosa del periodo (la quarta più brillante dall'inizio dell'anno); si tratta della 2014 dg scoperta dal "pluridecorato sul campo" Koichi Itagaki al suo 96° goal (foto cortesia Paolo Campaner).

Supernovae
A sinistra, la supernova (ancora senza sigla) identificata da Massimo Caimmi, al suo primo successo in questo campo di ricerca, in UGC 11919, una rara galassia a spirale intermedia. Una scoperta non facile vista la debole luminosità dell'oggetto, agevolata solo da un offset favorevole (20,5\
Si allunga la lista dei ricercatori italiani di supernovae che possono vantare almeno una scoperta. Dopo il successo messo a segno lo scorso luglio da Paolo Campaner, a rompere il ghiaccio questa volta è toccato all’astrofilo marchigiano Massimo Caimmi che ha iniziato nel migliore dei modi l’autunno 2014 individuando nella notte del 28 settembre dall’Osservatorio Astronomico Valdicerro Loreto (AN), una piccola stellina “intrusa” addirittura di mag. +19,5.
La galassia ospite è la UGC 11919, una piccola spirale intermedia (SAB) distante circa 200 milioni di anni luce nella costellazione della Lucertola. Per Caimmi è questa appunto la sua prima scoperta, ottenuta con il telescopio Schmidt-Cassegrain da 24 cm con il quale porta avanti da quasi due anni un programma automatico di ricerca supernovae denominato SARS.

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