Space Engine e le meraviglie dell’ignoto – Un intero Universo in 3D, tutto da esplorare

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Space Engine e le meraviglie dell’ignoto – Un intero Universo in 3D, tutto da esplorare

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«Improvvisamente, alle spalle del disco argenteo della Luna, in lunghi e interminabili momenti di immensa maestà emerge uno scintillante gioiello blu e bianco, una luce, una delicata sfera colore del cielo attraversata da sottili veli di bianco che vorticano lenti, e sorge piano, come una piccola perla in un profondo e nero oceano di mistero. Ci vuole un po’ di tempo per rendersi conto che si tratta della Terra… della nostra casa».

Fu con queste parole che Edgar Mitchell, al ritorno della missione spaziale Apollo 14, tentò di descrivere la forte sensazione di stupore e meraviglia che aveva provato poche settimane prima nell’osservare la Terra fare capolino alle spalle della Luna. Immaginate di essere nei suoi panni: vi trovate a più di 300 mila chilometri da casa, in orbita attorno all’irregolare distesa argentea della superficie lunare, con nient’altro che sessanta centimetri di plastica e lamiere a separarvi dal vuoto dello spazio siderale. È la vostra prima missione, e mentre scendete nel modulo di atterraggio che vi condurrà sul perimetro superiore del cratere Cone, largo 300 metri e abbastanza profondo da contenere un palazzo di venticinque piani, decidete di dare una sbirciata fuori dall’oblò.