SOLARGRAFIA la lenta scrittura del Sole

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SOLARGRAFIA la lenta scrittura del Sole
La prima solargrafia ottenuta: è il risultato di tre mesi di esposizione, dal 21 marzo al 21 giugno 2013, con la “pinhole camera” piazzata davanti l’Osservatorio G. Braconi della Associazione Jesina Astrofili.

Solargrafia
La prima solargrafia ottenuta: è il risultato di tre mesi di esposizione, dal 21 marzo al 21 giugno 2013, con la “pinhole camera” piazzata davanti l’Osservatorio G. Braconi della Associazione Jesina Astrofili.

A quanto si dice, tutto ebbe inizio nel 20001 con il progetto Solaris di Slawomir Decyk, Pawel Kula e Diego Lopez Calvin,inventori di questo originale procedimento fotografico. La Solargraphy, come fu chiamata, è una tecnica fotografica finalizzata alla registrazione delle tracce solari, impressionate direttamente su carta fotografica tramite l’uso di fotocamere stenopeiche. Chi lo utilizza definisce questo procedimento ecologico e anti-tecnologico. La tecnologia è infatti ridotta ai minimi termini: bastano un box di qualsiasi forma (va bene anche una lattina di birra, per capirsi) con un piccolo foro a fungere da obiettivo e un pezzo di carta fotografica. La luce agisce direttamente sulla carta fotosensibile, provocandone l’annerimento in modo proporzionale al tempo e all’intensità dell’esposizione. Si ottengono in questo modo dei negativi di carta, che devono poi essere scansionati in fretta (anneriscono perché ancora fotosensibili) e invertiti via-software. Questo consente di ottenere in una singola immagine la rappresentazione grafica di un evento che si evolve in un lungo arco temporale, e di registrare – nella fattispecie – il lento percorso del Sole attraverso il cielo.