Scelta difficile

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Scelta difficile

MoebiusDal diario di Ben Ahlberg, capo dei ribelli di Marte durante la rivoluzione del 2815. Stanotte il cielo di Marte è di un colore a metà tra il violetto e il giallastro. Manca un’ora al sorgere del Sole, ma è già chiaro. Dalla minuscola apertura che mette il rifugio in comunicazione con l’esterno, riesco a scorgere la Terra e la Luna: in questo periodo dell’anno appaiono distintamente separate l’una dall’altra, e meravigliosamente splendenti. L’inquietudine mi impedisce di dormire. Tra poche ore scatterà il piano che abbiamo progettato a lungo e in ogni suo dettaglio, e che deciderà il nostro destino. Come sempre succede, scrivere mi aiuta a rilassarmi e a ordinare le idee. Sono passati venti giorni da quando sono stato nominato capo della delegazione marziana, ma non mi sono ancora abituato al nuovo ruolo, né mi sento sicuro di potercela fare. I miei compagni mi incoraggiano ogni giorno, ma non basta. La vita nel rifugio è difficile: siamo più di trenta, ammassati in un angusto bunker sprofondato in una delle zone più inospitali del pianeta. Mentre scrivo, ho davanti a me la nostra vera fonte di salvezza, un apparecchio in grado di inviare messaggi criptati a ciascuno dei rifugi amici, posti negli altri sette mondi abitati del Sistema solare: la Terra, la Luna, Europa, Ganimede, Callisto, Encelado e Titano. Ancora oggi mi pare un miracolo che alcuni dei compagni siano riusciti a mettere in piedi questo efficiente sistema di telecomunicazione, che per ora sembra sfuggire alla sorveglianza del regime. La fiducia nelle capacità organizzative del movimento mi fa ben sperare nella riuscita dell’azione e ciò rende la situazione più sopportabile.