Proxima b, la “Terra gemella” più vicina possibile

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Proxima b, la “Terra gemella” più vicina possibile
La posizione di Proxima Centauri (la “casa” di Proxima b) nei cieli australi. In primo piano, il telescopio da 3,6 metri dell’ESO, dov’è installato HARPS, lo strumento che ha scoperto il pianeta. Crediti: Y. Beletsky (LCO)/ESO/ESA/NASA/M. Zamani.

Trovate tracce di un possibile pianeta extrasolare simile al nostro nella zona abitabile attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al Sistema Solare, ad appena 4,2 anni luce da noi. La scoperta, annunciata in conferenza stampa internazionale dall’ESO, è stata pubblicata su Nature.

Non è un pianeta qualunque. Quello descritto per la prima volta sulle pagine di Nature nell’articolo “A terrestrial planet candidate in a temperate orbit around Proxima Centauri”, di Guillem Anglada-Escudé, è un mondo del quale ci ricorderemo a lungo. Grande – o meglio piccolo – circa quanto la Terra, Proxima b, questo il suo nome, ha infatti due caratteristiche che danno alla sua scoperta una portata storica. Anzitutto, ma qui è in buona compagnia, non si può escludere che possa ospitare la vita. Ma a renderlo unico è che orbita attorno alla stella più vicina che esista al nostro Sole: la modesta nana rossa Proxima Centauri, ad “appena” 4,2 anni luce da noi.