Pitagora e l’armonia dell’Universo

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Pitagora e l’armonia dell’Universo
L'antica visione dell'universo prevedeva otto sfere o cieli concentrici di sostanza eterea, che Tolomeo in seguito portò a nove, ruotanti al di sopra della Terra, ognuna recante con sé un pianeta. Partendo dalla più esterna erano: Primo mobile, Stelle fisse (o Zodiaco), Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, e Luna. Opera di Andreas Cellarius – Harmonia macrocosmica seu atlas universalis et novus, totius universi creati cosmographiam generalem, et novam exhibens. III Lasta – Orbium Planetarum Terram Complectentium Scenographia.

Cellarius_Harmonia_Macrocosmica
L'antica visione dell'universo prevedeva otto sfere o cieli concentrici di sostanza eterea, che Tolomeo in seguito portò a nove, ruotanti al di sopra della Terra, ognuna recante con sé un pianeta. Partendo dalla più esterna erano: Primo mobile, Stelle fisse (o Zodiaco), Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, e Luna. Opera di Andreas Cellarius – Harmonia macrocosmica seu atlas universalis et novus, totius universi creati cosmographiam generalem, et novam exhibens. III Lasta – Orbium Planetarum Terram Complectentium Scenographia.
«Dio ha creato i numeri naturali, tutto il resto è opera dell’uomo»: così recita un famoso aforisma attribuito al matematico Leopold Kronecker (1823-1891). Questa frase riassume in maniera vivida l’idea che il concetto di quantità come conteggio sia insita nella natura. I numeri 1, 2, 3, … (chiamati naturali o interi positivi o a volte semplicemente “interi”) rappresentano quindi la maniera in cui l’essere umano manifesta quella capacità di contare che fin da tempi remotissimi ne ha accompagnato lo sviluppo intellettivo. Un’idea antica, la cui elaborazione raggiunse un culmine nella filosofia di Pitagora di Samo (c. 570-495 a.C.) e della sua Scuola, fondata a Crotone e trasferita poi a Metaponto.