Patrizia Caraveo, una vita dedicata ai “mostri del cielo”

Patrizia Caraveo, una vita dedicata ai “mostri del cielo”

Uno dei suoi articoli, “Geminga’s Tails: A Pulsar Bow Shock Probing the Interstellar Medium” (Le code di Geminga: un’onda d’urto della pulsar che sonda il mezzo interstellare), era stato da poco pubblicato dalla prestigiosa rivista Science, che le aveva pure riservato la copertina. Parlava della presenza di due eccezionali code di plasma in una stella di neutroni che lei aveva scoperto dieci anni prima e che suo marito aveva scherzosamente battezzato Geminga (in dialetto milanese “non c’è mica!”).
Quando uscì questo articolo, sul numero di Science del 5 settembre 2003, Patrizia Caraveo, che poi ha diretto l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica (IASF) di Milano, aveva già raggiunto da tempo l’apice della fama internazionale, proprio grazie alla scoperta di Geminga, quella singolare pulsar tanto prodiga di raggi gamma quanto avara di emissioni in altri settori meno energetici dello spettro elettromagnetico, e quindi considerata piuttosto enigmatica…