Palomar Cube

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Palomar Cube

palomarPalomar è un nome che suona come musica alle orecchie degli appassionati di astronomia. Sì, perché il famoso riflettore da 5 metri ospitato nell’osservatorio californiano è stato il telescopio più grande del mondo dal 1948 al 1976 e, a distanza di tanti anni, evoca ancora, specialmente nei non più giovanissimi, immagini di epiche conquiste scientifiche. Un fascino che deve aver fatto breccia anche nel cuore di uno dei nostri più grandi scrittori del Novecento, Italo Calvino, che si servì proprio di questo suggestivo nome per intitolare una delle sue ultime opere, la raccolta di racconti “Palomar”. Il protagonista del libro, il signor Palomar appunto, pur essendo un uomo incline alla riflessione interiore, è anche un attento osservatore del mondo; insomma, una specie di telescopio puntato verso la realtà quotidiana. Per citare solo alcune delle storie che compongono la raccolta, in uno dei racconti Calvino mette il suo personaggio di fronte alla Luna vista di pomeriggio, una Luna “che nessuno guarda”; nell’episodio successivo il signor Palomar ha l’opportunità di osservare al telescopio Marte, Giove e Saturno; in un altro contempla a occhio nudo la bellezza del cielo stellato. In definitiva, il signor Palomar si rivela essere un “osservatore” nel senso più completo della parola, ben informato sugli ultimi eventi astronomici (si direbbe un assiduo lettore di Coelum), esperto di costellazioni e pianeti, sensibile persino alla questione dell’inquinamento luminoso.