Notiziario di Astronomia

Notiziario di Astronomia
Il cosiddetto Spot 5, il gruppo di macchie che spicca sul fondo di un cratere di 90 km di diametro (in alto sulla sinistra), è qui stato ripreso il 5 maggio scorso da una distanza di 13 600 km. Alla foto originariamente in bianco nero, tratta da una sequenza montata per mostrare la rotazione, è stata poi aggiunta l’informazione di colore ricavata da un’immagine realizzata da Hubble. Il risultato è molto suggestivo e focalizza perfettamente il problema affrontato nel testo: «Che cosa diavolo sono quelle macchie? E perché non ne sappiamo ancora nulla?».
Cerere
Il cosiddetto Spot 5, il gruppo di macchie che spicca sul fondo di un cratere di 90 km di diametro (in alto sulla sinistra), è qui stato ripreso il 5 maggio scorso da una distanza di 13 600 km. Alla foto originariamente in bianco nero, tratta da una sequenza montata per mostrare la rotazione, è stata poi aggiunta l’informazione di colore ricavata da un’immagine realizzata da Hubble. Il risultato è molto suggestivo e focalizza perfettamente il problema affrontato nel testo: «Che cosa diavolo sono quelle macchie? E perché non ne sappiamo ancora nulla?».

MACCHIE BIANCHE SU CERERE perché ne sappiamo ancora così poco?

Ghiaccio? Sali? Geyser? Criovulcani? La sonda Dawn è ormai arrivata a poco più di 4000 km da Cerere, eppure il “mistero delle macchie bianche” è ancora vivo e vegeto. Nell’attesa, la NASA ha addirittura indetto un sondaggio pubblico sul suo sito. Ma perché non si è ancora compresa la natura di quelle chiazze? Ne abbiamo parlato con Maria Cristina De Sanctis, dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali, Principal Investigator dello spettrometro di Dawn. Mentre scriviamo queste righe, la sonda Dawn si trova a 4400 km dalla superficie del pianeta nano, dove sta effettuando la Survey Orbit…

Cambia il peso della Via Lattea – UNA STIMA SENZA PRECEDENTI

Grazie ai dati raccolti dalla Sloan Digital Sky Survey sulla scia di stelle prodotta dall’ammasso globulare Palomar 5 è stato possibile stimare la massa della Via Lattea con una precisione senza precedenti.
Stimare la massa totale della Via Lattea è sempre stato difficile, tanto che negli anni passati i tentativi hanno portato a risultati sempre parecchio discordanti tra loro. Alcuni ricercatori del Dipartimento di Astronomia della Columbia University, guidato da Andreas Küpper, hanno però sviluppato un nuovo metodo, basato sull’analisi statistica della dinamica dello strascico di stelle che gli ammassi globulari lasciano dietro di sé quando si dissolvono nel corso di milioni o miliardi di anni.

VULCANI ATTIVI SU VENERE?

Secondo i dati ottenuti dalla missione europea Venus Express,Venere potrebbe ancora essere un mondo attivo dal punto di vista vulcanico.
Essendo così simile alla Terra sia in dimensioni che in composizione, non è difficile immaginare che il misterioso pianeta nostro vicino possa ancora avere una fonte di calore interna in grado di generare attività vulcaniche…

Getti notturni sulla cometa di Rosetta

Grazie alle immagini ad alta risoluzione dello strumento ad immagini OSIRIS è stato possibile osservare con un dettaglio senza precedenti getti di polvere notturni sulla superficie di 67P, chiaro segno di un aumento di attività sul nucleo della cometa
Quando scende la notte sulla cometa di Rosetta, la 67P/Churyumov-Gerasimenko, il suo corpo dalle forme bizzarre rimane molto attivo. Questo è ciò che si osserva nelle recenti immagini della regione denominata Ma’at, situata sulla “testa” della cometa, catturate dallo strumento OSIRIS, il sistema di imaging a bordo della sonda. Tali immagini sono state raccolte mezz’ora dopo il tramonto del Sole sulla regione e mostrano getti di polvere che continuano a disperdere gas nello spazio anche se non illuminati e riscaldati.