Notiziario di Astronautica

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Uno dei tanti “selfie” di Curiosity ha inquadrato la Rover Environmental Monitoring Station (REMS), in pratica la stazione meteorologica che ospita i sensori per la rilevazione di temperatura, umidità, pressione, velocità del vento e radiazione ultravioletta.

Tutto bene per Hayabusa 2

La sonda giapponese, in rotta verso l’asteroide 1999 JU3 (900 metri di diametro) dal quale dovrà raccogliere dei campioni di terreno per poi riportarli sulla Terra, sta viaggiando tranquillamente e in condizioni nominali. La prima fase del suo volo è terminata il 3 marzo con la conclusione dei test funzionali di tutti i dispositivi di bordo e la relativa conferma della perfetta operatività del veicolo. Il prossimo appuntamento è ancora con il nostro pianeta, il prossimo novembre, per ottenere la spinta gravitazionale necessaria a raggiungere il suo obiettivo, che è quello di raggiungere l’asteroide nel luglio 2018.

Dalla Stazione Spaziale Internazionale

La permanenza a bordo di Samantha Cristoforetti volge ormai al termine: il 14 maggio salirà sulla Soyuz TMA-15M con due suoi colleghi e rientrerà a Terra atterrando nelle steppe del Kazakhstan. A quel punto inizierà la seconda fase della loro missione, il “debriefing” con l’effettuazione di tutti gli esami psico-fisici per l’archivio dei dati medici degli astronauti.

PROCYON ha un obiettivo e un problema

La sonda giapponese PROCYON (PRoximate Object Close flYby with Optical Navigation) è un microsatellite di 50 kg lanciato il 3 dicembre scorso come payload secondario della sonda Hayabusa 2. La sua missione, assegnatagli dopo il lancio, è quella di raggiungere l’asteroide binario 2000 DP107, un oggetto Near-Earth formato da un primario di 900 m di diametro e un secondario di 300. Per arrivarci la sonda dovrà però prima avvalersi il 3 dicembre 2015 di un flyby con la Terra in grado di dare una spinta addizionale. Fin qui le buone notizie.

Mars Exploration Rover

OPPORTUNITY – Marte, Sol 3993 (18 aprile 2015).
Il MER-B si trova sul margine occidentale del cratere “Endeavour”, all’inizio della “Marathon Valley”, una zona apparentemente ricca di minerali argillosi. Le operazioni scientifiche proseguono con l’analisi delle rocce che lo circondano e con la rilevazione quotidiana dei parametri atmosferici.

Anche per Juno tutto bene

La sonda americana Juno, che entrerà in orbita gioviana il 4 luglio 2016, si trova in eccellenti condizioni e sta completando l’attraversamento della fascia principale di asteroidi posta fra Marte e Giove.

Dawn comincia a fare sul serio

La sonda Dawn che lo scorso marzo si è inserita in un’orbita stabile attorno al pianeta nano Cerere, ha completato la prima mappa della superficie del corpo celeste. Pubblicata a metà aprile, la mappa evidenzia una superficie fortemente craterizzata, ma con evidenti differenze, anche come colorazione, cosa che mette in luce come Cerere in tempi remoti sia stato geologicamente attivo. Questa serie di disomogeneità nella superficie culminano nei famosi punti brillanti che nelle ultime immagini prodotte dalla sonda sono diventati almeno una decina.

Mars Science Laboratory

CURIOSITY – Marte, Sol 959 (18 aprile 2015). Il grande rover si trova alle falde del Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4800 metri posta al centro del cratere Gale, dove è atterrato oltre due anni e mezzo fa. Superati il 16 aprile i 10 km percorsi sulla superficie marziana, MSL si sta spostando velocemente per rilevare una mappa della distribuzione delle rocce intorno alla montagna, in modo da avere la situazione geologica dei dintorni prima di proseguire.