Notiziario di Astroanutica

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Notiziario di Astroanutica
Un autoritratto sullo sfondo di un panorama marziano mozzafiato. Ormai Curiosity ci ha abituato a queste straordinarie riprese fotografiche, frutto del paziente lavoro degli specialisti di missione, capaci di mosaicare in poco tempo centinaia di immagini. In questo caso si tratta di uno “scatto” della zona in cui si trovava il 27 aprile scorso (Sol 613), ovvero quella del Mount Remarkable, le cui prime pendici si intravedono sulla sinistra, mentre il Mount Sharp domina l'orizzonte a destra.
Curiosity
Un autoritratto sullo sfondo di un panorama marziano mozzafiato. Ormai Curiosity ci ha abituato a queste straordinarie riprese fotografiche, frutto del paziente lavoro degli specialisti di missione, capaci di mosaicare in poco tempo centinaia di immagini. In questo caso si tratta di uno “scatto” della zona in cui si trovava il 27 aprile scorso (Sol 613), ovvero quella del Mount Remarkable, le cui prime pendici si intravedono sulla sinistra, mentre il Mount Sharp domina l'orizzonte a destra.

Stazione Spaziale Internazionale

A bordo della Stazione Spaziale Internazionale è in corso la Expedition 39, composta dal primo comandante giapponese, Koichi Wakata, e gli ingegneri di volo Mikhail Tyurin e Richard Mastracchio. Il 27 marzo sono giunti a bordo, con un giorno di ritardo per un problema ai propulsori della Soyuz, Steve Swanson, Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev.

Finita con uno schianto la sonda LADEE

Terminata il 18 aprile la missione della sonda Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer, con un impatto ad altissima velocità sulla superficie lunare. Ormai a corto di propellenti per manovrare, la sua orbita è stata progressivamente diminuita per analizzare sempre più da vicino il principale obiettivo della sua missione: la debole atmosfera presente sul nostro satellite naturale. Dopo la conclusione della missione primaria di 100 giorni, avvenuta a metà marzo, è iniziata la missione estesa che riguardava proprio il progressivo abbassamento dell’orbita fino allo spettacolare epilogo, con lo schianto a circa 5800 km/h.

Mars Science Laboratory

CURIOSITY – Marte, Sol 614 (28 aprile 2014).
Il grande rover ha raggiunto una zona chiamata “The Kimberley” che da un’analisi preliminare eseguita sulle fotografie scattate dall’orbita, è certamente da analizzare con calma. In base alle sole immagini pare, infatti, che in quel punto ci sia una convergenza di ben quattro tipi diversi di terreno e capire il motivo di questo incontro potrebbe rispondere ad alcuni interrogativi: per esempio che legami ci siano fra queste diverse rocce e quale possa essere la migliore combinazione per il supporto di potenziali forme di vita microbica.

Mars Exploration Rover

OPPORTUNITY – Marte, Sol 3648 (28 aprile 2014).
Il MER-B si trova sul lato meridionale di “Solander Point”, posto sul bordo occidentale del cratere “Endeavour”. L’operatività inizia a tornare a regime con l’aumento dell’irraggiamento solare sui pannelli solari, e sono anche stati fatti alcuni movimenti di avvicinamento a nuove rocce argillose da analizzare. Un problema, rilevato durante gli ultimi spostamenti, ha comportato l’immediato arresto del rover a causa di un sovraccarico al motore di comando della ruota anteriore destra.

La missione Cassini

La sonda statunitense ha eseguito il centesimo flyby di Titano. Il 7 aprile scorso, alle 13:42 TU, è passata a 963 km dalla superficie del satellite di Saturno e a quasi mezzo milione di chilometri dal pianeta degli anelli, modificando la sua orbita di oltre 5°.

Aria di tagli alla NASA

L’Agenzia Spaziale americana si trova per l’ennesima volta a corto di finanziamenti per le sue missioni estese. Quest’anno ci saranno ben 7 estensioni di missione, o meglio, dovrebbero esserci. Non pare che ci siano problemi di conferme per Curiosity (che ad agosto arriva al traguardo della missione primaria completata dopo 2 anni di lavoro sul pianeta rosso) e per Cassini, la cui vita utile è ormai già a scadenza con la fine dei propellenti prevista per il 2017.

Un asteroide da catturare

Avrete certamente già sentito parlare su queste pagine della proposta della NASA di catturare un asteroide di circa 7-10 metri di diametro e portarlo in orbita terrestre per poterlo studiare con calma per mezzo di missioni con equipaggio umano.

Rosetta e Philae: pronti per l’abbordaggio della cometa

Dopo la riattivazione della sonda Rosetta, diretta verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è ora la volta del piccolo lander. Non si tratta però di un lander classico; a causa della bassissima gravità che troverà sulla superficie ghiacciata del piccolo corpo celeste, infatti, Philae dovrà letteralmente “aggrapparsi” alla superficie della cometa per fotografarla e analizzarla.