Notiziario Astronomico

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Notiziario Astronomico
Una comparazione tra il sistema del Sole e quello di Kepler 22 relativamente alla posizione dei rispettivi pianeti rispetto alle fasce di abitabilità. Come si può vedere, il pianeta Kerpler 22b si trova ai limiti inferiori della fascia, mentre – ad esempio – Venere è appena fuori del bordo interno e la Terra e Marte ben all’interno. Nella parte inferiore della figura si confrontano invece le dimensioni, con il pianeta appena scoperto dalla sonda Kepler grande 2,4 volte la Terra. Il dato che ancora manca è quello della massa, indispensabile per capire se siamo davvero in presenza di un pianeta roccioso. Telescopi situati a Terra tenteranno probabilmente di acquisire informazioni più precise questa estate, con la stella ben alta nel cielo.

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Una comparazione tra il sistema del Sole e quello di Kepler 22 relativamente alla posizione dei rispettivi pianeti rispetto alle fasce di abitabilità. Come si può vedere, il pianeta Kerpler 22b si trova ai limiti inferiori della fascia, mentre – ad esempio – Venere è appena fuori del bordo interno e la Terra e Marte ben all’interno. Nella parte inferiore della figura si confrontano invece le dimensioni, con il pianeta appena scoperto dalla sonda Kepler grande 2,4 volte la Terra. Il dato che ancora manca è quello della massa, indispensabile per capire se siamo davvero in presenza di un pianeta roccioso. Telescopi situati a Terra tenteranno probabilmente di acquisire informazioni più precise questa estate, con la stella ben alta nel cielo.

Kepler-22b: ennesimo pianeta “simile alla Terra”

Ma per gridare al “gemellaggio” mancano ancora dei dati essenziali La NASA ha annunciato i primi di dicembre l’individuazione di un pianeta extrasolare di taglia terrestre che ruota intorno alla propria stella mantenendosi nella fascia di abitabilità, la regione orbitale che consente a un pianeta di sostenere condizioni favorevoli all’insorgere della vita.

Curiosity non è affatto curiosa di sapere se c’è la vita su Marte

Mentre il rover americano è in viaggio alla volta del pianeta rosso, ci si chiede se saranno i suoi strumenti a darci una risposta definitiva sulla questione della vita marziana o se invece bisognerà attendere ancora.

Stella Vampito a chi?

Il lavoro sincronizzato di quattro telescopi dell’ESO ha fornito immagini molto nitide di un sistema binario. Ci si aspettava di assistere a un drammatico trasferimento di massa da una stella all’altra, invece lo scenario si è
rivelato inaspettatamente tranquillo. L’hanno chiamata “stella vampiro”, ma le osservazioni l’hanno in buona parte scagionata.

Stessa luminosità per tutti i lampi gamma? Una questione di punti di vista

Tutti i lampi di raggi gamma sarebbero accomunati da una luminosità standard, pari a circa 10 000 volte quella della nostra Galassia. Le differenze osservate sarebbero dovute alle differenti velocità con cui si
muove il gas ionizzato espulso in queste immani esplosioni cosmiche. Questi i risultati di uno studio guidato da ricercatori INAF pubblicato su MNRAS.

Una“APP” per le meteore

Una nuova applicazione per tracciare, descrivere e registrare le meteore,  singole o a sciami. Per astronomi amatoriali o esperti, ma soprattutto dati da condividere con la NASA per i loro studi e analisi. Che il cielo potesse andare su un palmare è realtà di qualche anno ormai. Le applicazioni prima per iPod, iPhone e iPad che ci mostrano il ciello stellato in ogni sua parte sono realtà che accomuna le “app Apple” a quelle per altri sistemi
operativi, come Android e Blackberry. Anche l’INAF ne ha sviluppate di proprie per seguire le scoperte di satelliti come Fermi e Swift, dediti alla “caccia” di gamma ray burst.