Notiziario Astronomico

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Notiziario AstronomicoNobel per la Fisica all’Universo che accelera

“Per la scoperta dell’espansione accelerata dell’Universo a partire dall’osservazione di supernovae lontane” è con questa motivazione che Saul Perlmutter, Brian Schimdt e Adam Reiss vincono quest’anno il prestigioso premio. I commenti di Enrico Cappellaro e Massimo Della Valle. Non sappiamo quale sarà il suo destino, ma sappiamo che per corrergli incontro, l’universo ha premuto sull’acceleratore.
Un comportamento inaspettato, che ha rivoluzionato la cosmologia moderna e che ha sorpreso anche gli astrofisici che per primi lo scoprirono: era il 1998 quando due gruppi di ricerca giunsero indipendentemente alle medesime conclusioni. Oggi, gli autori di quella rivoluzionaria scoperta vengono premiati con il più prestigioso dei riconoscimenti, il Nobel.

Tra Eris e Plutone il match è pari

L’affinamento dei dati relativi all’occultazione stellare che ha portato a una nuova stima del diametro di Eris sancisce una sostanziale parità con Plutone. Al momento, le incertezze delle misure non consentono di assegnare la palma del “dwarf planet” più grande.
Ad Eris, già considerato al tempo della scoperta il “Pianeta X” del Sistema Solare, venne poi assegnato il nome della dea della discordia (ed al suo satellite Dysnomia, quello dell’ingiustizia): questo la dice lunga sulla disputa che ha contrapposto gli astronomi fin da quando il team di Mike Brown ne annunciò il ritrovamento nel gennaio 2005.

Materia sempre più oscura

Uno studio effettuato su due galassie nane puntava a far luce sulla natura della materia oscura analizzandone la distribuzione. Con i dati ottenuti, però, le idee si fanno ancora più confuse: quanto osservato contraddice le previsioni teoriche. La galassia della Fornace e quella dello Scultore, due sistemi stellari nelle vicinanze della Via Lattea, appartengono alla categoria delle cosiddette “galassie nane” perché contengono soltanto qualche milione di stelle; molto poche se confrontate con i circa 400 miliardi presenti nella nostra. Ma non è per questo che sono state scelte come oggetti di indagine di uno studio recente, bensì per tutto il resto.

Ghiaccio di tipo terrestre sulla Hartley 2

I dati del telescopio orbitante Herschel suggeriscono che la composizione del ghiaccio della cometa Hartley 2 sia molto simile a quella dell’acqua dei nostri oceani. È la prova che furono le comete a portare l’acqua sulla Terra? Che le comete siano costituite in gran parte di ghiaccio non è certo una novità, ma quello della Hartley2, cometa della fascia di Kuiper presa in esame dal Telescopio Spaziale Herschel, si è rivelato essere, in un certo senso, familiare. La sua composizione, contrariamente a quanto accade per altre comete esaminate finora, è infatti del tutto simile a quella dell’acqua dei nostri oceani.

Polverose presenze su Marte

Osservando il fenomeno dei dust devils marziani Un deserto rosso attraversato dai diavoli. Il deserto è il paesaggio marziano, mentre i “diavoli di polvere”, dust devils, non sono altro che vortici di sabbia che talvolta spazzano la superficie del pianeta. Piccoli mulinelli o veri e propri uragani, le loro “taglie” sono molto varie. Quello osservato dalla sonda MRO, grazie allo strumento HiRISE, sembra appartenere a quest’ultima categoria, con venti che raggiungono i 45 metri al secondo (162 km/h).