Nell’Unicorno, la STELLA del NUOVO ANNO

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Nell’Unicorno, la STELLA del NUOVO ANNO
Beta Monocerotis è la stella indicata dal circoletto giallo, facilmente identificabile in qualsiasi notte serena nella parte medidionale della costellazione, circa 10,5 gradi a nordest di Sirio, a patto però di avere un cielo privo di inquinamento luminoso. Se la notte di capodanno vi ritroverete poco prima della mezzanotte sul balcone di casa con una bottiglia in mano… beh, in quel momento Cerastes (questo è il nome della stella) starà quasi esattamente passando al meridiano sud.

Beta Monocerotis è la stella indicata dal circoletto giallo, facilmente identificabile in qualsiasi notte serena nella parte medidionale della costellazione, circa 10,5 gradi a nordest di Sirio, a patto però di avere un cielo privo di inquinamento luminoso. Se la notte di capodanno vi ritroverete poco prima della mezzanotte sul balcone di casa con una bottiglia in mano… beh, in quel momento Cerastes (questo è il nome della stella) starà quasi esattamente passando al meridiano sud.

Qual è la stella che saluta l’arrivo del nuovo anno? È possibile fornire una risposta a una domanda così curiosa? Ovviamente sì! Chi ne avesse voglia, ad esempio, potrebbe divertirsi nel cercare una stella (abbastanza luminosa) che sorga o tramonti poco prima della mezzanotte del 31 dicembre. Sarebbe un criterio certamente valido (anche se inficiato dal fatto di non poter osservare fisicamente la stella all’orizzonte); la stella che qui proponiamo, invece, è stata scelta per essere quella che più di qualsiasi altra transita al meridiano (quasi) esattamente allo scoccare del capodanno. È il caso di Beta Monocerotis, la stella più luminosa della costellazione dell’Unicorno (Monoceros), che possiede il poco conosciuto nome proprio di Cerastes, in riferimento al corno del mitologico animale.
Non si tratta di una delle tante famose stelle che trapuntano il favoloso cielo invernale, ma – come spesso accade in astronomia – stelle apparentemente insignificanti si rivelano essere vere e proprie meraviglie all’osservazione telescopica, e non solo.