Livio Gratton (1910-1991) VIAGGIO DI UN ASTRONOMO ATTRAVERSO IL VENTESIMO SECOLO – Parte 12

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Livio Gratton (1910-1991) VIAGGIO DI UN ASTRONOMO ATTRAVERSO IL VENTESIMO SECOLO – Parte 12
L’astronomo di origine belga George Van Biesbroeck (1880 -1974) all’oculare del rifrattore da 102 cm dell’Osservatorio Yerkes. Figura di spicco del mondo astronomico di quegli anni, Van Biesbroeck fu un valente osservatore, scopritore di comete e asteroidi. La sorella Marguerite e la simpatica moglie Julia diressero per parecchi anni la biblioteca dell’Osservatorio, occupandosi anche della gestione della pensione dove alloggiava Livio Gratton.

George Van Biesbroeck
L’astronomo di origine belga George Van Biesbroeck (1880 -1974) all’oculare del rifrattore da 102 cm dell’Osservatorio Yerkes. Figura di spicco del mondo astronomico di quegli anni, Van Biesbroeck fu un valente osservatore, scopritore di comete e asteroidi. La sorella Marguerite e la simpatica moglie Julia diressero per parecchi anni la biblioteca dell’Osservatorio, occupandosi anche della gestione della pensione dove alloggiava Livio Gratton.

Il 1948 fu un anno importante per Livio Gratton. In Italia la situazione economica era difficile e il mondo scientifico era ancora antiquato, rendendo ardue le prospettive per il futuro. Dopo un viaggio di alcuni mesi negli Stati Uniti, Livio prese la decisione di emigrare in Argentina. Ecco il suo racconto.

PARTE 12. 1948: dall’America all’Argentina.

Il paese si andava lentamente normalizzando ma in famiglia continuavamo a soffrire alquanto della difficile situazione economica e in me si andava formando l’idea di lasciare l’Italia; questa fu rafforzata dalle disgraziate vicende del concorso al posto di Direttore per l’Osservatorio di Teramo. Pensavo che con i lavori pubblicati, e la mia attività docente e organizzativa, potevo a buon diritto aspettarmi di far parte della terna, ma qualcuno riuscì a manipolare presso il ministero la nomina della commissione, la quale risultò composta solo da professori di Geodesia, con l’eccezione di Guido Horn d’Arturo; si trattava di persone degnissime e valide nel loro campo, ma totalmente incompetenti per quanto riguardava l’Astronomia moderna. Comunque fu un grave colpo per me, al quale si aggiungeva una poco lieta previsione per il prossimo futuro. Volta [a Brera] doveva andare in pensione ed era ormai certo che il suo successore sarebbe stato Francesco Zagar1, di cui avevo pochissima stima. L’unico compenso per il momento era che io e Krüger avevamo vinto una borsa del CNR per recarci all’estero; io avevo scelto di passare qualche tempo all’Osservatorio Yerkes nel Wisconsin; al mio ritorno Krüger sarebbe andato al Monte Wilson. Nel marzo 1948 partii per gli Stati Uniti. Non fu un lieve sacrificio separarsi da Margherita, dalla mamma e dai bambini (nel frattempo divenuti cinque con la nascita di Enrico nel 1946 e Ida nel febbraio 1948). Prima di partire avevo avuto una corrispondenza con il Direttore degli Osservatori Yerkes e McDonald, Otto Struve2, che aveva approvato il mio piano di lavoro e diceva di attendermi con piacere…