Livio Gratton (1910-1991) – Viaggio di un astronomo attraverso il ventesimo secolo – Parte 10

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Livio Gratton (1910-1991) – Viaggio di un astronomo attraverso il ventesimo secolo – Parte 10
Luigi Volta (Como, 27 luglio 1876 – Milano, 7 ottobre 1952), pronipote di Alessandro Volta e laureato in matematica nel 1898, iniziò lavorando negli osservatori di Milano, Torino e Heidelberg e Carloforte. Nel 1925 divenne professore all'Università di Torino e assunse la direzione dell'Osservatorio di Pino Torinese. Nel 1941 si trasferì a Milano dove fu direttore degli osservatori di Brera e Merate. Fu presidente della Società Astronomica Italiana e tra il 1928 e il 1934 scoprì 5 asteroidi.
Luigi Volta
Luigi Volta (Como, 27 luglio 1876 – Milano, 7 ottobre 1952), pronipote di Alessandro Volta e laureato in matematica nel 1898, iniziò lavorando negli osservatori di Milano, Torino e Heidelberg e Carloforte. Nel 1925 divenne professore all'Università di Torino e assunse la direzione dell'Osservatorio di Pino Torinese. Nel 1941 si trasferì a Milano dove fu direttore degli osservatori di Brera e Merate. Fu presidente della Società Astronomica Italiana e tra il 1928 e il 1934 scoprì 5 asteroidi.

Come ex-ufficiale di artiglieria, Livio venne richiamato nell’autunno 1940 a Mantova, con solo brevi ed occasionali periodi trascorsi con la famiglia. Tuttavia…

PARTE 10: La Guerra
“Invece di essere inviato ad un fronte di guerra, come mi aspettavo, fui incaricato di istruire reclute e soprattutto di far ritornare alla mente degli ufficiali richiamati – colleghi e superiori – le regole principali per la preparazione dei tiri d’artiglieria, che naturalmente avevano completamente dimenticato, a dimostrazione della completa inutilità del servizio militare in tempo di pace.”
Successivamente, nell’autunno del 1941 il suo reggimento venne trasferito a Bolzano…
“…dove il colonnello improvvisò una scuola per allievi ufficiali; in pratica io ero incaricato di tutte le lezioni teoriche, meno quelle di amministrazione e così continuai in un’attività relativamente tranquilla, che mi ingegnavo di rendere il meno possibile diversa da quella mia ordinaria. Ricordo tra l’altro di aver scovato non so dove una vecchia macchina da calcolare e di aver incominciato nelle ore libere dal servizio alcuni calcoli relativi all’evoluzione stellare: non più che semplici abbozzi preliminari, che continuai poi a Merate nell’ultimo anno di guerra e anche dopo.