La sonda ROSETTA pronta al rendez-vous con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

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La sonda ROSETTA pronta al rendez-vous con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko
Una interpretazione artistica della discesa del lander Philae (sorvegliato dalla sonda madre Rosetta) sulla superficie del nucleo della Churyumov-Gerasimenko. L’epocale atterraggio morbido, mai tentato prima su un oggetto simile, dovrebbe avvenire il prossimo 11 novembre, mentre già nei primi giorni di agosto la Rosetta entrerà in orbita intorno alla cometa. L’unica volta che un oggetto costruito dall’uomo ha raggiunto una cometa fu nel luglio del 2005, quando la sonda Deep Impact lanciò un oggetto del peso di 370 kg verso la cometa Tempel 1. Lo scopo era quello di creare un piccolo cratere e far sollevare della polvere al fine di studiarne la composizione da parte della sonda madre. Altre sonde, dalla Giotto alla Stardust, si sono avvicinate ad altre comete, sfiorandole a distanze diverse ma ad alta velocità, per fotografarle e studiarne le polveri che lasciano dietro sé. Ma mai si è avuto un “atterraggio morbido” su una di esse. Studiando la natura dei gas e delle polveri, Rosetta aiuterà gli astronomi a saperne di più sul ruolo delle comete nell’evoluzione del Sistema solare e sulla presenza – nel loro nucleo – di molecole organiche complesse alla base delle forme di vita come noi le conosciamo. Nel riquadro in alto, l'esultanza del Controllo Missione il 20 gennaio scorso alla notizia del risveglio di Rosetta

Philae
Una interpretazione artistica della discesa del lander Philae (sorvegliato dalla sonda madre Rosetta) sulla superficie del nucleo della Churyumov-Gerasimenko. L’epocale atterraggio morbido, mai tentato prima su un oggetto simile, dovrebbe avvenire il prossimo 11 novembre, mentre già nei primi giorni di agosto la Rosetta entrerà in orbita intorno alla cometa. L’unica volta che un oggetto costruito dall’uomo ha raggiunto una cometa fu nel luglio del 2005, quando la sonda Deep Impact lanciò un oggetto del peso di 370 kg verso la cometa Tempel 1. Lo scopo era quello di creare un piccolo cratere e far sollevare della polvere al fine di studiarne la composizione da parte della sonda madre. Altre sonde, dalla Giotto alla Stardust, si sono avvicinate ad altre comete, sfiorandole a distanze diverse ma ad alta velocità, per fotografarle e studiarne le polveri che lasciano dietro sé. Ma mai si è avuto un “atterraggio morbido” su una di esse. Studiando la natura dei gas e delle polveri, Rosetta aiuterà gli astronomi a saperne di più sul ruolo delle comete nell’evoluzione del Sistema solare e sulla presenza – nel loro nucleo – di molecole organiche complesse alla base delle forme di vita come noi le conosciamo. Nel riquadro in alto, l'esultanza del Controllo Missione il 20 gennaio scorso alla notizia del risveglio di Rosetta

Ci siamo. Dopo un viaggio durato dieci anni, la sonda automatica dell’ESA Rosetta è ormai in vista del suo principale target esplorativo, la cometa 67P/ Churyumov-Gerasimenko. opo le ultime correzioni di rotta impartite dal Centro di Controllo della missione, in agosto la navicella si immetterà in orbita attorno alla cometa, per poi accompagnarla durante tutta la fase del perielio; dopo di che, il prossimo novembre, sgancerà l’orbiter Philae, che tenterà uno storico atterraggio morbido sulla superficie del nucleo.

Inutile sottolineare il fatto che si tratta di una missione importante, che ben merita di portare lo stesso nome della celebre stele multilingue la cui scoperta, nel 1799, consentì di decifrare i geroglifici egizi. Gli astronomi si aspettano infatti di realizzare progressi nella comprensione della natura delle comete (e sull’origine del Sistema solare) paragonabili a quelli degli archeologi al seguito della campagna napoleonica in Egitto.

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