La ripresa fotografica amatoriale di Urano e Nettuno

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La ripresa fotografica amatoriale di Urano e Nettuno

L’osservazione del cielo ha sempre affascinato il genere umano fin dall’antichità e per centinaia di anni le uniche osservazioni sono state possibili solo a occhio nudo. Sono passati circa quattro secoli dall’invenzione del primo cannocchiale, che Galileo per primo puntò verso i crateri lunari, i satelliti di Giove, le fasi di Venere. Da quel cannocchiale è trascorso tanto tempo. Oggi la tecnologia, con l’utilizzo di camere CCD e CMOS specializzate per l’utilizzo astronomico, ha permesso all’astronomia amatoriale un grande salto di qualità e ha dato la possibilità all’astrofilo di cimentarsi nell’osservazione e nella ripresa dei due pianeti collocati all’estrema periferia del nostro Sistema Solare: Urano e Nettuno.

Ricordando che l’astrofilo può svolgere un ruolo fondamentale e di primo piano nel mondo dell’astronomia, in quanto la qualità e la profondità delle riprese ha raggiunto livelli molto elevati, con particolari dettagliati, in questo breve articolo cercherò di descrivere ed enunciare le basi principali per arrivare ad acquisire immagini di Urano e Nettuno con una strumentazione amatoriale.

Ciò che descriverò si basa su conoscenze acquisite in questi anni e soprattutto sull’esperienza maturata sul campo cercando di sperimentare diversi setup, tecniche per l’acquisizione e per la fase di post-elaborazione.