La guerra dei TELESCOPI tra Piazza Navona e Montecitorio

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La guerra dei TELESCOPI tra Piazza Navona e Montecitorio
Un particolare della tela dipinta da Mariano Piervittori nel 1884 rappresenta Eustachio Divini (1610-1685) mentre presenta un suo telescopio al Granduca di Firenze Ferdinando II (Sala del Consiglio del Palazzo Comunale di San Severino Marche). Divini costruì strumenti apprezzati in tutta Europa, quali lenti e microscopi, ma soprattutto cannocchiali, di cui si avvalse anche in prima persona per ricerche su Luna e pianeti. Famosa la sua lunga e acre controversia con Christiaan Huygens relativamente all’esistenza dell’anello di Saturno. A lui spetterebbe anche il merito di aver introdotto in astronomia l’uso del micrometro.
Eustachio Divini
Un particolare della tela dipinta da Mariano Piervittori nel 1884 rappresenta Eustachio Divini (1610-1685) mentre presenta un suo telescopio al Granduca di Firenze Ferdinando II (Sala del Consiglio del Palazzo Comunale di San Severino Marche). Divini costruì strumenti apprezzati in tutta Europa, quali lenti e microscopi, ma soprattutto cannocchiali, di cui si avvalse anche in prima persona per ricerche su Luna e pianeti. Famosa la sua lunga e acre controversia con Christiaan Huygens relativamente all’esistenza dell’anello di Saturno. A lui spetterebbe anche il merito di aver introdotto in astronomia l’uso del micrometro.

Circa 350 anni fa, si svolse a Roma una delle più singolari sfide mai viste tra due uomini di scienza. Non fu uno dei tanti “cartelli matematici” così in voga al tempo, ma il confronto tra due costruttori di telescopi per stabilire la supremazia dei propri prodotti. La vivida descrizione di questi episodio è stata adattata per Coelum da un capitolo del libro “Il cielo sopra Roma”, dell’astronomo Roberto Buonanno.
Ancora oggi, a Roma, è possibile trovare traccia delle vecchie Confraternite dei mestieri; specialmente in alcuni nomi legati alla loro chiesa di riferimento, come la Confraternita di Santa Maria della Quercia dei macellai e la Confraternita dei marmorai della chiesa dei Santi Quattro Coronati. Altri indizi si trovano nel nome di una quantità di vie, vicoli e piazze che richiamano alle attività che vi si esercitavano: Balestrari, Barbieri, Baullari, Canestrari, Cappellieri, Cestari, Chiavari, Chiodaroli, Ombrellari, Sediari, Funari, Falegnami, Pianellari… sono questi solo alcuni dei mestieri che ritroviamo ricordati nella toponomastica romana e che stanno ad indicare la consuetudine degli artigiani che esercitavano la stessa arte a riunirsi in un singolo luogo.

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